Quotidiani locali

Offese e furti d'identità, sul web dilaga il bullismo

Su 3.511 ragazzi del Friuli Venezia Giulia intervistati la metà ammette di essere vittima di insulti. Ma tanti confessano anche di aver pubblicato foto private di altre persone. La Regione ha investito un milione per contrastare il fenomeno, diffondere e condividere buone prassi

Furti d’identità digitale, offese, minacce, diffusione di foto e informazioni private di altre persone. È il comportamento sul web, o la cattiva prassi, che molti studenti della regione Fvg ammettono di compiere o di aver subito.


Lo studio


La fotografia viene da uno studio dell’università di Trieste, che ha intervistato 3 mila 511 alunni, tra aprile e maggio 2017, dei quali 2 mila 78 della provincia di Udine, 591 di Trieste, 503 di Pordenone, 207 di Gorizia, mentre in 132 hanno preferito non dichiarare la residenza.


Quando la rete diventa un incubo: le storie delle vittime di cyberbullismo Cyberbullismo, adescamento online e foto personali diffuse in rete. Sono tanti gli adolescenti vittime di abusi sul web, un mondo facilmente accessibile, ma che nasconde molti pericoli. Nel video, realizzato dalla Polizia di Stato per l'evento #cuoriconnessi, le storie di due ragazze vittime di abusi in rete



Degli intervistati 992 sono liceali, 586 frequentano istituti tecnici, mille 237 istituti professionali, 578 enti professionali e 118 non hanno detto la scuola.


Minacce e insulti


L’analisi rivela che in Friuli Venezia Giulia poco più della metà degli studenti ha ricevuto messaggi offensivi tramite la “rete”, dalle mail ai social network, ma allo stesso tempo uno studente su due ammette di aver inviato messaggi offensivi pur sapendo di compiere un gesto scorretto. Anzi, ben conoscendo la legge e sapendo di rischiare pene pesanti.
 

Cyberbullismo, fenomeno in aumento: ecco come difendersi Alessandra Belardini, dirigente dela Polizia postale Fvg, illustra le principali caratteristiche del cyberbullismo, un fenomeno in costante crescita anche nella nostra regione. Ecco come difendersi e come riconoscere il cyberbullo. La "ricetta" migliore resta, comunque, la prevenzione (Videoproduzioni Petrussi, intervista di Davide Vicedomini).


E ancora. Circa il 30 per cento degli alunni dice di aver visto pubblicate online informazioni sulla propria privata, percentuale che sale al 40 per cento quando si tratta di fotografie. Va anche peggio, perché il 35 per cento spiega di essere stato emarginato e circa il 15 per cento di aver subito il furto della propria identità digitale.


Bulli sul web


Ma non ci sono solo le vittime, perché gli alunni confessano anche di trasformarsi in bulli – o cyberbulli – nei confronti dei compagni. Poco più del 50 per cento di chi ha compilato il questionario, infatti, ammette di inviare messaggi offensivi e di pubblicare online informazioni sulla vita di altre persone, percentuale che scende a meno del 40 per cento quando si tratta di fotografie private.


leggi anche:


 

LE CONSEGUENZE DEL CYBERBULLISMO
 

- Danni al benessere emotivo, sociale e scolastico e alla salute mentale del ragazzo

- Può causare ansia, bassa concentrazione e basso rendimento scolastico

- Può sfociare in comportamenti più gravi come depressione e tentativi di suicidio


Il 25 per cento, solamente un ragazzo su quattro, confida di essersi finto qualcun altro sul web e meno del 30 per cento riconosce di attuare comportamenti che possono emrginare. Eppure gli studenti sanno bene quello che stanno facendo, sanno cioè che le loro azioni possono portare a conseguenze legali molto gravi.

 


COME DIFENDERSI

 

- Non rispondere a sms, mms, e-mail o post molesti o offensivi nei profili sui social network

- Se fastidiosi, sms, mms, e-mail e post devono essere cancellati e bloccata la persona che li ha inviati

- Salvare i messaggi ricevuti prendendo nota del giorno e dell'ora in cui arrivano

- Cambiare nickname o numero di cellulare o indirizzo e-maSe qualcosa che avviene online infastidisce (o fa stare male un amico) è necessario parlarne con un adulto di fiducia

- In caso di minacce o proposte che infastidiscono, è bene parlarne immediatamente con gli adulti di fiducia

- Se qualcosa che avviene online infastidisce (o fa stare male un amico) è necessario parlarne con un adulto di fiducia



Perché la maggior parte degli intervistati (oltre il 90 per cento) dice di conoscere la normativa. Sa, ad esempio, che rubare a qualcuno le credenziali d’accesso al web è illegale, esattamente come pubblicare notizie false su qualcuno (poco meno del 90 per cento) o molestare con ripetuti messaggi di minaccia (più del 90 per cento).


leggi anche:




Prevenzione


Il report è stato presentato all’interno della “Giornata di studio sui modelli di intervento sperimentali per la prevenzione del bullismo e del cyber bullismo”, promossa dalla Regione, alla quale ha partecipato l’assessore all’Istruzione Loredana Panariti.
 

leggi anche:


È stata lei a mettere in evidenza l’impegno dell’amministrazione nel contrasto al cyberbullismo, investendo fino a un milione, in più anni, per l’innovazione, la messa in rete delle iniziative sul territorio e la condivisione di esperienze e buone prassi.


Sono stati fatti dei passi avanti, ha sottolineato Panariti, ma l’amministrazione sa di dover proseguire sulla strada del contrasto al cyberbullismo facendo lavorare assieme mondo della scuola e della formazione professionale ma anche i servizi sociali, per capire il fenomeno e progettare attività preventive e di contrasto.


TrovaRistorante

a Udine Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon