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Cosa studierò da grande? Una guida per orientarsi nella scelta della scuola

I genitori possono accedere al portale del ministero. E intanto gli istituti presentano i loro piani formativi. Novità e progetti sperimentali. Il problema della dispersione scolastica

Iscrizioni al nuovo anno scolastico ai nastri di partenza. Sul portale del ministero è possibile scegliere la scuola per i propri figli. In questi giorni fra Udine e provincia gli istituti stanno presentando i propri Piani dell’offerta formativa.


Superiori: 4 anni sperimentali


Fra le novità per chi si affaccia alla scuola di secondo grado, ci sono i nuovi indirizzi quadriennali sperimentali che partiranno a settembre, l’Uccellis è fra questi. Hanno avuto il via libera alla sperimentazione già ...

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Iscrizioni al nuovo anno scolastico ai nastri di partenza. Sul portale del ministero è possibile scegliere la scuola per i propri figli. In questi giorni fra Udine e provincia gli istituti stanno presentando i propri Piani dell’offerta formativa.


Superiori: 4 anni sperimentali


Fra le novità per chi si affaccia alla scuola di secondo grado, ci sono i nuovi indirizzi quadriennali sperimentali che partiranno a settembre, l’Uccellis è fra questi. Hanno avuto il via libera alla sperimentazione già 100 classi: 44 al Nord, 23 al Centro, 33 al Sud. Si tratta di 75 indirizzi liceali e 25 indirizzi tecnici.





Sono 73 le scuole statali coinvolte, 27 quelle paritarie. Per altre 92 classi il Ministero chiederà al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il parere per includerle nella sperimentazione.


Indirizzi professionali


Novità anche per gli indirizzi professionali, riformati da uno dei decreti attuativi della legge 107 del 2015 approvati ad aprile. Dal 2018/2019, i percorsi saranno di 5 anni: biennio più triennio.


Iscrizioni online a scuola, cosa c'è da sapere

 

Gli indirizzi passeranno da 6 a 11: agricoltura, sviluppo rurale, valorizzazione dei prodotti del territorio e gestione delle risorse forestali e montane; pesca commerciale e produzioni ittiche; industria e artigianato per il Made in Italy; manutenzione e assistenza tecnica; gestione delle acque e risanamento ambientale; servizi commerciali; enogastronomia e ospitalità alberghiera; servizi culturali e dello spettacolo; servizi per la sanità e l’assistenza sociale; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: odontotecnico; arti ausiliarie delle professioni sanitarie: ottico.





Ogni scuola potrà declinare questi indirizzi in base alle richieste e alle peculiarità del territorio, coerentemente con le priorità indicate dalle Regioni. Le scuole potranno utilizzare le loro quote di autonomia, in relazione all’orario complessivo, per rafforzare i laboratori e qualificare la loro offerta in modo flessibile.

 

Obbligo vaccinale


Spostiamoci nel Pordenonese. Iscrizioni scolastiche online 2018-2019 con l’obbligo vaccinale incluso: sul portale web www.iscrizioni.istruzione.it. Dal 16 gennaio al 6 febbraio disco verde per prenotare il banco in un “clic” dalle primarie alle superiori.


L’iscrizione nelle sezioni d’infanzia, invece resta cartacea: allo sportello delle segreterie negli istituti comprensivi a Pordenone e provincia. Occhio a non dimenticare il certificato vaccinale da zero a 16 anni: la documentazione può essere sostituita da una dichiarazione e presentata entro il 10 luglio.




Genitori inadempienti multati: da 100 a 500 euro. Per il settore dell’infanzia e nidi, l’assolvimento dell’obbligo vaccinale è un requisito d’accesso alla scuola. Nel caso di mancata vaccinazione? Bimbi fuori aula.

Gli ultimi appuntamenti “Open Day” sono in agenda nelle 42 scuole statali nel Friuli Occidentale. «La scommessa è quella di non perdere iscritti – dicono nelle segreterie scolastiche a Pordenone –. Il problema è quello delle nascite a tasso minimo e sono i bambini stranieri che garantiscono la tenuta degli organici».


Progetti paritari



Eccellenza al Don Bosco di Pordenone: innovazione e pedagogia cristiana con la didattica Clil, sport, espressività nella primaria San Giorgio e secondaria di primo grado.


«I progetti sono frutto di un lungo lavoro dei collegi docenti e guardano al futuro con proposte differenziate – ha anticipato il dirigente salesiano don Lorenzo Teston –. La primaria ha il progetto internazionale di didattica Clil e quello espressivo musicale che privilegia l’educazione centrata sui rapporti personali. Questo, per guidare gradualmente ogni alunno alla crescita umana e culturale».





Nella scuola secondaria di primo grado l’organizzazione della settimana scolastica si spalma in cinque giorni e prevede tre percorsi. «Il progetto internazionale con un terzo delle ore in lingua inglese – ha aggiunto don Lorenzo –. Poi una seconda lingua europea (spagnolo o tedesco) e didattica Clil».


Il progetto sportivo-ambientale è mirato al benessere della persona e dell’ambiente, agli stili di vita sani e a vivere lo sport come veicolo di valori etici di solidarietà, lealtà e rispetto. Non ultimo, il progetto scientifico-musicale prevede laboratori espressivi, musicali e linguistici. «L’obiettivo è stimolare la curiosità, l’intuizione, la creatività – i docenti salesiani sono in prima linea – e l’uso consapevole delle tecnologie».




Altri servizi gratuiti complementari che il Don Bosco offre: lo studio assistito, l’attività di recupero e affiancamento, le ricreazioni organizzate, il servizio di orientamento in collaborazione Iripes.


«I servizi sono i cardini dell’offerta formativa che verrà potenziata per rispondere alle richieste delle famiglie – è la proposta del Don Bosco –. Il servizio mensa è attivo non-stop e le attività del Punto verde nelle prime settimane estive, con la Summer city camp (“la prima vacanza studio in città”) sono le altre proposte che danno slancio all’offerta salesiana» Obiettivo: incrementare benessere e socializzazione.


Dispersione

 

Solo tre studenti su cento in Friuli Venezia Giulia abbandonano in corso d’opera le scuole superiori. La nostra, in questo senso, è una regione virtuosa, un’isola felice: il tasso di dispersione scolastica del Fvg (è il 3,3 per cento) è tra i migliori in Italia. Meglio fanno solo Umbria, Veneto e Molise.





I dati sono quelli del Ministero dell’Istruzione, università e ricerca, che evidenzia come siano oltre 112 mila in Italia i ragazzi che hanno lasciato gli istituti superiori e le medie ad anno in corso o tra un anno scolastico e l’altro.


«La situazione del Friuli Venezia Giulia è certamente positiva – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Loredana Panariti, commentando i dati –. Da parte della Regione c’è un impegno anche economico costante per riportare nel sistema dell’istruzione i giovani che escono nel ciclo di studi: stanziamo 5 milioni di euro sull’istruzione, proprio con l’obiettivo di far ottenere una qualifica a chi decide di abbandonare temporaneamente gli studi».





«E il 90 per cento delle persone che passano attraverso questo sistema ottiene il diploma, a dimostrazione della validità del progetto», spiega l’esponente della giunta Serracchiani. L’ambito che nel biennio 2015-2016 2016-2017 ha perso più studenti in corso a livello nazionale è quello della formazione professionale (9,5 per cento), seguito dagli istituti professionali (8,7 per cento), dai tecnici (4,8 per cento) e dai licei (2,1 per cento).
All’interno di questi ultimi, i più gettonati dai “ritirati” sono gli artistici, seguiti da Scienze umane e musicale-coreutico.





Come evidenziato in un rapporto del Miur, l’elaborazione dei dati dell’Anagrafe nazionale degli studenti per gli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017 ha consentito di quantificare l’abbandono nel corso dell’anno scolastico 2015-2016 e tra i due anni scolastici, all’interno della scuola secondaria di I grado, nel passaggio tra cicli scolastici e nella scuola secondaria di II grado: il tasso di abbandono per la prima è dell’1,35 per cento, per la seconda si attesta invece al 4,31 per cento.

I cinque “tasselli della dispersione” che sono stati definiti e descritti formano congiuntamente l’insieme degli alunni che, a cavallo dei due anni scolastici, sono usciti dal sistema scolastico nazionale e non hanno assolto il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione.

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