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Azienda veneta acquisisce vigneti friulani, obiettivo: produrre più Prosecco

Stretta di mano tra Bolla (a sinistra) e Tombacco dei Magredi

San Giorgio della Richinvelda: l’azienda guidata dalla famiglia Bolla ha annunciato l’acquisizione di «una importante quota di minoranza» dell’azienda agricola “I Magredi” di Domanins, produttrice di vini Doc e con alcune proprietà anche nella zona del Collio

PORDENONE. La cantina Valdo, marchio storico del Prosecco nobile di Valdobbiadene, si compra un pezzetto di Friuli.

L’azienda guidata dalla famiglia Bolla, infatti, ha annunciato l’acquisizione di «una importante quota di minoranza» dell’azienda agricola “I Magredi” di Domanins, produttrice di vini friulani Doc e con alcune proprietà anche nella zona del Collio.

I dettagli dell’operazione sono riservati, gli obiettivi invece chiari: allargare la produzione di Prosecco (e probabilmente di Ribol ...

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PORDENONE. La cantina Valdo, marchio storico del Prosecco nobile di Valdobbiadene, si compra un pezzetto di Friuli.

L’azienda guidata dalla famiglia Bolla, infatti, ha annunciato l’acquisizione di «una importante quota di minoranza» dell’azienda agricola “I Magredi” di Domanins, produttrice di vini friulani Doc e con alcune proprietà anche nella zona del Collio.

I dettagli dell’operazione sono riservati, gli obiettivi invece chiari: allargare la produzione di Prosecco (e probabilmente di Ribolla) in Friuli, con un investimento, da parte di Valdo, di 2 milioni di euro nel potenziamento degli impianti per aumentare la capacità di pigiatura e raccolta uve (e di conseguenza il numero di bottiglie prodotte).

«La provincia di Pordenone è quella, in Friuli, con la maggiore presenza di Prosecco» spiega il titolare della Valdo Spumanti, Pierluigi Bolla, «perciò volevamo avere una presenza più importante in zona. E, al tempo stesso, contribuire allo sviluppo commerciale dei vini di Magredi.

Ci sono in programma investimenti importanti per aumentare la capacità produttiva, e la struttura di vinificazione e di stoccaggio della cantina». Sono circa 16 gli ettari di Prosecco all’interno delle proprietà Magredi, società controllata dalla famiglia Tombacco.

L’azienda è famosa per il suo “vigneto circolare”, con i filari disposti a raggiera: un simbolo ideato dallo stesso Michelangelo Tombacco per rappresentare l’armonia e la perfezione delle sue produzioni. Entrambi i marchi, oggi, vantano tecniche di vinificazione e impianti all’avanguardia.

Nei giorni scorsi la stretta di mano ufficiale tra i due “patron” delle cantine, Pierluigi Bolla e Michelangelo Tombacco, ha sancito un accordo che mette insieme 140 anni di storia (i 90 di Valdo e i 50 di Magredi).

L’operazione è destinata comunque a sollevare nuove discussioni nel mondo del Prosecco, distretto che da tempo si interroga sul futuro della denominazione.

In particolare, l’aumento della domanda – con nuovi impianti nelle nove province del disciplinare – starebbe causando un importante calo dei prezzi sullo scaffale, a fronte invece – denunciano i viticoltori di collina – di costi di produzione ingenti.

La forbice tra produzioni Doc e Docg si sta restringendo, causando malumori e perplessità. Aumentare la produzione in Friuli rischia di accentuare queste dinamiche, e di allargare troppo l’offerta?

«Io credo che il Prosecco non sia più un “bambino” ma un ragazzo che sta cominciando ad andare all’Università» è la metafora di Pierluigi Bolla, «quindi è arrivato il momento di pensare di più allo sviluppo del valore aggiunto, piuttosto che alla crescita dei volumi, a prezzi talvolta troppo bassi. Ci vuole equilibrio nella filiera dei prezzi».