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Mamma onora il figlio morto a otto anni raccogliendo giocattoli per i più piccoli

Trasaghis: l’iniziativa ha portato centinaia di regali negli ospedali. Tv, pc e tablet consegnati a Tolmezzo, San Daniele e Aviano

TRASAGHIS. «Le persone che donano amore sono come le candele: bruciano loro stesse per dare luce agli altri». È uno dei messaggi che sono stati inviati a Cinzia nelle ultime settimane da chi voleva ringraziarla per quel sorriso, che ha saputo suscitare sul viso di tanti bimbi ammalati.

Raccoglie e dona giocattoli per i bambini in memoria del figlio morto a otto anni


Lei è Cinzia Braulinese, 41 anni di Trasaghis, ed è la mamma di Pier, il bambino morto a otto anni nell’ottobre del 2015 a causa di un tumore, a meno di un anno dalla data in cui era mancato suo padre, R ...

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TRASAGHIS. «Le persone che donano amore sono come le candele: bruciano loro stesse per dare luce agli altri». È uno dei messaggi che sono stati inviati a Cinzia nelle ultime settimane da chi voleva ringraziarla per quel sorriso, che ha saputo suscitare sul viso di tanti bimbi ammalati.

Raccoglie e dona giocattoli per i bambini in memoria del figlio morto a otto anni


Lei è Cinzia Braulinese, 41 anni di Trasaghis, ed è la mamma di Pier, il bambino morto a otto anni nell’ottobre del 2015 a causa di un tumore, a meno di un anno dalla data in cui era mancato suo padre, Robert Della Pietra, che rimase vittima di uno sfortunato incidente, verificatosi a poca distanza dal ponte di Braulins.



Per Cinzia sono stati due lutti troppo difficili da gestire, due tragedie che hanno segnato la sua vita. Nonostante queste difficoltà che la vita le ha riservato, lei non si è persa d’animo e in due anni, contando sulla solidarietà di tante persone, ha raccolto più di mille giocattoli che sono stati donati ai bambini ammalati in cura al Cro di Aviano.

Dai suoi occhi irradia la luce di chi ha trovato nel darsi agli altri qualcosa che le riempie il cuore, dopo che solo due anni fa la comunità di Trasaghis si strinse calorosamente attorno alla sua famiglia, quando suo figlio di otto anni morì, vinto da una malattia che ha spezzato la sua giovane esistenza.

«Dopo la morte di Pier – racconta Cinzia – passavo le giornate distesa sul divano, poi il mio figlio più grande Samuel mi ha detto che non potevo continuare così».

Da quel momento, qualcosa è cambiato e la data del compleanno di Pier, il 24 dicembre, è diventata per lei l’occasione in cui organizzare “Pier pura energia d’amore”, un evento benefico in cui si chiede a chi vi partecipa di portare un giocattolo da donare i bimbi ammalati.

«L’idea del progetto – racconta Cinzia – è nata proprio per questo motivo: quando Pier era in cura, ogni giorno dopo la terapia doveva segnare una crocetta su un calendario.

Il venerdì, che era l’ultimo giorno della settimana di terapia, c’era una casella speciale con il disegnino di un pacco regalo. In quel giorno le psicologhe della pediatria erano solite portargli un piccolo regalo.

Tutto questo – spiega Cinzia – per rendere meno difficili le lunghe terapie che doveva sopportare e premiarlo dello sforzo che faceva, invece di stare fuori a giocare come gli altri bambini».

La prima volta arrivarono cento persone con i loro doni alla festa per Pier nel centro servizi di Alesso. Oggi, l’evento è giunto alla sua terza edizione, si svolge nel centro Celeste di Trasaghis e quest’anno sono stati raccolti 970 doni tra giochi, trucchi, videogame, ma anche tre televisioni, due computer portatili, una playstation, due tablet, e 1.750 euro, tanto che Cinzia è costretta ad andare ad Aviano a fare le consegne più volte con un furgone, per riuscire a consegnare tutto.

Eppure, il progetto dedicato a Pier non si è fermato qui perché Cinzia, con la collaborazione di tanti amici raccoglie crostoli a Carnevale, ovetti di cioccolato a Pasqua e caramelle in occasione della festa di Halloween per portarli ai bambini curati nelle pediatrie degli ospedali di Tolmezzo, San Daniele e Pordenone.

«In cambio – racconta Cinzia – mi basta il sorriso di quei bambini quando ricevono un piccolo dono. Ora, il mio impegno sarà quello di fondare un’associazione perché sono tante le persone che vogliono donare, anche soldi, quindi avrò bisogno di una struttura riconosciuta per poter gestire questi fondi».

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