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Tolmezzo: il Comune “prende le distanze” dal gioco d’azzardo

Tra i luoghi sensibili anche parchi e la stazione delle corriere Molte slot dovranno essere dismesse nei prossimi tre anni 

TOLMEZZO. Stretta del Comune nel contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo: ai luoghi sensibili la giunta aggiunge parchi giochi per i bambini e la stazione delle corriere. Oltre al divieto di installazione, entro tre anni non saranno più ammessi dispositivi per il gioco entro i 500 metri di distanza: quelli presenti andranno dismessi.

Oggi nel territorio comunale sono installate 105 apparecchiature per il gioco: molte andranno rimosse. Avvalendosi della facoltà prevista dalla legge regio ...

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TOLMEZZO. Stretta del Comune nel contrasto alle dipendenze da gioco d’azzardo: ai luoghi sensibili la giunta aggiunge parchi giochi per i bambini e la stazione delle corriere. Oltre al divieto di installazione, entro tre anni non saranno più ammessi dispositivi per il gioco entro i 500 metri di distanza: quelli presenti andranno dismessi.

Oggi nel territorio comunale sono installate 105 apparecchiature per il gioco: molte andranno rimosse. Avvalendosi della facoltà prevista dalla legge regionale 1/2014, la giunta comunale ha individuato l’elenco dei “luoghi sensibili” entro la cui distanza di 500 metri si applica il divieto di installare apparecchi per il gioco lecito e attività di scommesse. Ai luoghi previsti per legge, la giunta ha aggiunto anche i parchi giochi (i cinque parchi gioco di via Janesi, via Rodari, via Gortani, via Forni di Sotto e del Quartiere delle Valli e nelle frazioni i parco giochi di via Adua a Casanova e di Betania) e la stazione delle corriere. Si sommano alle scuole dell’infanzia, primarie e medie (comprese Gianelli, Don Bosco, Maciao), il Centro studi, le sedi Enaip e Cefap in via dell’Industria, il duomo e le chiese di Santa Caterina, Don Bosco, ma anche a Betania la sede dei Testimoni di Geova e nelle frazioni tutte le scuole, le chiese, gli impianti sportivi, ma anche luoghi di aggregazione giovanile, banche, Poste. «L’azzardopatia – spiega il sindaco Brollo – è un fenomeno ormai incontestabile e riconosciuto, di fronte al quale non possiamo girarci dall’altra parte. Per questo, e non per proibizionismo astratto, abbiamo deciso di implementare la lista dei luoghi sensibili, a tutela dei soggetti più deboli e di coloro che fanno fatica a disintossicarsi da una vera e propria dipendenza».

L’assessore Fabiola De Martino quantifica in una decina, in un anno e mezzo, i casi in città che le sono stati segnalati direttamente di persone con dipendenze da gioco: «Amici, fratelli, figli, mogli di persone affette da ludopatia (specie uomini sopra i 50 anni) si rivolgono a me. È disarmante vedere la disperazione di famiglie che si indebitano e si rovinano a causa di queste dipendenze. Scoprono spesso il problema, quando ormai sono sul lastrico e la dipendenza (che è difficile da individuare, perché non dà segnali fisici come avviene per droga o alcol)è pesante. Ormai il tema è nazionale. Un Comune non ha grandi strumenti per fronteggiare il problema, ma quelli che ha li deve usare. Noi abbiamo la legge regionale. Comprendo che ci siano in generale introiti dal gioco che neanche ci immaginiamo e che per gli esercenti l’aiuto economico sia grande, ma non possiamo non guardare quanto male ciò faccia alle famiglie. E noi stiamo con le famiglie. Ci sono situazioni strazianti di mogli e figli che piangendo ci chiedono aiuto, sentendosi umiliati per questo, ma loro non si devono vergognare e non deve farlo neanche la persona con dipendenza. Non sono da soli. E la dipendenza si può curare: a Tolmezzo c’è l’ambulatorio del Dipartimento per le dipendenze, a cui ci si può rivolgere direttamente, accolti da persone preparate e in totale riservatezza».

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