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Cimenti (M5s): l’agricoltura torni di nuovo baluardo dell’economia

TOLMEZZO. «L’agricoltura in montagna deve tornare ad essere uno dei baluardi dell’economia, una nuova possibilità per far rimanere i giovani e le loro famiglie a realizzare attività economiche...

TOLMEZZO. «L’agricoltura in montagna deve tornare ad essere uno dei baluardi dell’economia, una nuova possibilità per far rimanere i giovani e le loro famiglie a realizzare attività economiche sostenibili». A sostenerlo Aulo Cimenti del Movimento 5 Stelle che lamenta ritardi per i pagamenti dovuti al comparto.

«Nel contesto economico e sociale attuale dobbiamo pensare a una serie di nuove politiche rivolte all’agricoltura e al turismo i cui obiettivi devono essere il presidio del territorio e ...

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TOLMEZZO. «L’agricoltura in montagna deve tornare ad essere uno dei baluardi dell’economia, una nuova possibilità per far rimanere i giovani e le loro famiglie a realizzare attività economiche sostenibili». A sostenerlo Aulo Cimenti del Movimento 5 Stelle che lamenta ritardi per i pagamenti dovuti al comparto.

«Nel contesto economico e sociale attuale dobbiamo pensare a una serie di nuove politiche rivolte all’agricoltura e al turismo i cui obiettivi devono essere il presidio del territorio e il volano economico per aree marginali della Regione». Cimenti pone al primo posto la risoluzione dell’incertezza dei pagamenti dovuti: «È inaccettabile che gli agricoltori continuino a non avere certezze circa i soldi che di diritto spettano loro».

Sotto accusa il continuo rimpallarsi delle responsabilità fra l’ente pagatore Agea e la Regione. «La presidente Serracchiani e il suo governo – indica Cimenti –, come la precedente giunta Tondo, devono assumersi le loro responsabilità anche per l’inefficienza della macchina burocratica a causa della quale le aziende agricole sono quasi giunte al capolinea». «Serve un piano di sviluppo rurale calibrato su piccole realtà, come sono quelle della nostra montagna, e non pensate per le grandi aziende della pianura. È fondamentale valorizzare le realtà esistenti sul territorio attraverso una nuova visione della leva contributiva regionale, legata ad obiettivi a medio e lungo termine che servano a ricostruire una propria tradizione agricola e contadina sempre più abbandonata. Va introdotta una fiscalità di vantaggio diversificata in base a diversi descrittori fra i quali la località, gli accessi ai servizi». Cimenti termina chiedendo una semplificazione della burocrazia e proponendo un rilancio, anche in campo turistico, legato ai prodotti di punta del territorio. (g.g.)