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È campione regionale del salto in alto, ma è costretto ad allenarsi in salotto

Tolmezzo: i disagi del 13enne Luca Bombardier (Libertas): «Impianti ko per il maltempo, ma la Regione ci ignora»

TOLMEZZO. Con un salto di 143 centimetri ha sbaragliato i concorrenti ed è diventato il campione. Per salire sul podio e agguantare il titolo regionale per la categoria ragazzi, il tredicenne Luca Bombardier, portacolori della Libertas Tolmezzo, si è allenato saltando su un materasso piazzato nel salotto di casa.

Di alternative, del resto, non ce n’erano molte, visto che nel nuovissimo campo di atletica gestito dalla Libertas Tolmezzo il saccone era stato distrutto il 10 agosto del 2017, quan ...

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TOLMEZZO. Con un salto di 143 centimetri ha sbaragliato i concorrenti ed è diventato il campione. Per salire sul podio e agguantare il titolo regionale per la categoria ragazzi, il tredicenne Luca Bombardier, portacolori della Libertas Tolmezzo, si è allenato saltando su un materasso piazzato nel salotto di casa.

Di alternative, del resto, non ce n’erano molte, visto che nel nuovissimo campo di atletica gestito dalla Libertas Tolmezzo il saccone era stato distrutto il 10 agosto del 2017, quando una tromba d’aria si era abbattuta sulla pista di atletica e sulla pedana di salto.

Luca Bombardier è uno dei giovani atleti più promettenti della Libertas che opera da oltre mezzo secolo a Tolmezzo e ne segue una sessantina. Ma per il ragazzino di Arta Terme allenarsi negli ultimi mesi non è stato affatto facile, vista l’indisponibilità dell’impianto.

Così, ha improvvisato una palestra in casa incuneando un materasso fra il divano e la poltrona e fissando alla parete un’asta. È lì che si è allenato giorno dopo giorno, stupendo i familiari che lo vedevano planare dal divano.

«A forza di saltare ci stava distruggendo il mobilio» ha ammesso il nonno Gianlauro Peresson, descrivendo la buona volontà del nipote e la sua determinazione a vincere. Alla fine ce l’ha fatta e ha portato a casa il titolo di campione regionale.

Una storia a lieto fine, dunque, se non fosse che, nonostante i riconoscimenti, a Tolmezzo ancora non si trovano i soldi per ricomprare il saccone e permettere ai ragazzini di allenarsi adeguatamente. Agrodolce il commento del presidente: «Sono felicissimo per il ragazzino – sbotta infatti Francesco Martini –, ma che tristezza, che desolante tristezza constatare come sia difficile per un ragazzino saltare in alto».

E dire che basterebbero 13 mila euro per rimpiazzare l’attrezzatura danneggiata in seguito al fortunale.

«I fatti sono noti a tutti – riassume Martini –: il 10 agosto una tromba d’aria ha investito Tolmezzo danneggiando la pedana per il salto in alto. Alcuni mesi dopo, la Regione ha emanato un bando destinato alla concessione di incentivi per l’acquisto di attrezzature sportive fisse e mobili e la nostra associazione ha presentato domanda».

Il contributo copriva l’80 per cento dei 13 mila euro di costo. Ma l’iter burocratico per il vaglio dell’istanza ha subito alcuni intoppi: era necessario che la società richiedente avesse titolo a gestire la struttura sportiva in oggetto almeno per un anno a partire dalla data della richiesta, pena l’esclusione dalla graduatoria, e siccome il contratto stipulato dalla Libertas con il Comune scadeva prima di tale termine, l’associazione ha integrato l’istanza con la dichiarazione del sindaco che documentava l’avvio della fase istruttoria finalizzata alla proroga della concessione per un ulteriore semestre.

Non è bastato a evitare l’esclusione dalla graduatoria, così l’unico impianto di atletica leggera in Carnia è rimasto monco. Tra poco – argomenta Martini – inizieranno i campionati studenteschi dei numerosi istituti scolastici ma, a causa della decisione della Regione, il salto in alto non si potrà fare.

Ho segnalato la situazione a tutti – lamenta Martini – ho inviato lettere all’assessore Gianni Torrenti, sportivo di lungo corso, al vicepresidente Sergio Bolzonello, alla Fidal, ho supplicato l’amico e campione del salto in alto Alessandro Talotti. A distanza di mesi però nulla è cambiato. Evidentemente – ironizza – in Carnia si possono saltare solo...i pasti».

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