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Vi racconto la mia prima volta al voto tra emozioni, tanti dubbi e speranza

La scelta di non sprecare con l’astensione l’opportunità di poter esprimere la propria idea.  Nonostante la delusione per una campagna che ha tralasciato la discussione con i giovani 

4 marzo 2018. Per molti ragazzi, soprattutto delle classi’99-2000 è stata una data molto importante da segnare sul calendario della vita. Infatti, è stata la data delle nostre prime elezioni politiche da aventi diritto di voto. Un passo importante, sia dal punto di vista civile, sia della crescita. Da questo momento abbiamo potuto ufficialmente iniziare a far parte del “mondo degli adulti”, a dire concretamente la nostra ed essere parte della vita civile e politica del Paese. Un impegno a cu ...

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4 marzo 2018. Per molti ragazzi, soprattutto delle classi’99-2000 è stata una data molto importante da segnare sul calendario della vita. Infatti, è stata la data delle nostre prime elezioni politiche da aventi diritto di voto. Un passo importante, sia dal punto di vista civile, sia della crescita. Da questo momento abbiamo potuto ufficialmente iniziare a far parte del “mondo degli adulti”, a dire concretamente la nostra ed essere parte della vita civile e politica del Paese. Un impegno a cui nessuno può e deve rinunciare, perché mette in discussione le problematiche di oggi e gli impegni per il futuro che riguardano direttamente noi giovani.

Personalmente ho vissuto questo momento con grande fervore, già da quando ho compiuto i 18 anni. Da quel momento ho iniziato a pensare che avrei voluto e potuto a tutti gli effetti essere partecipe alla vita pubblica, anche con tutti i suoi problemi, e che avrei potuto veramente impegnarmi in tutti gli aspetti per tentare di fare qualcosa di concreto per gli altri e per apportare cambianti costruttivi, verso i quali già da tempo nutro un notevole interesse. E il voto, il partecipare attivamente alla vita civile è un via. Il tutto è stato poi confermato con l’annuncio a dicembre 2017 delle elezioni.

Negli ultimi tre mesi, segnati da un’accesa campagna elettorale, mi sono impegnato ad approfondire tematiche importanti e di attualità della politica – ma anche della storia dell’Italia repubblicana – soprattutto in famiglia, luogo in cui le disquisizioni socio-politiche sono state al centro della vita quotidiana, per comprendere al meglio e sapere con sicurezza e con convinzione l’importante passo che andavo a compiere.

Mi sono impegnato anche da solo a ricercare le informazioni necessarie, soprattutto attraverso Internet, cercando anche di discernere la disinformazione dalle notizie più veritiere e importanti; anche la tv ha fatto la sua parte, non essendo però un assiduo frequentatore di molti programmi televisivi.

Non è mancata nel dibattito la scuola, attraverso approfondimenti in classe sulla nuova legge elettorale, sulla situazione politica, ma anche le discussioni con gli amici e uno spazio dedicato a noi neo-elettori di tutto l’istituto di tutti i programmi politici, in occasione dell’assemblea studentesca.

E alla fine è arrivato il giorno tanto atteso. La giornata è stata piuttosto intensa, soprattutto per l’emozione e per le notizie che si succedevano a livello nazionale, riguardo soprattutto a problemi derivati dal nuovo sistema di voto e quello che sarebbero potuti uscire dai risultati di questa elezioni molto controverse. Nel pomeriggio mi sono recato al seggio, avendo preso piena consapevolezza della scelta.

Sprecare quest’opportunità con l’astensione, pensando che siano cose non ci riguardino, è la cosa più sbagliata che si possa fare. Nell’attesa di esprimere il voto, – ma anche al momento del voto stesso – l’emozione saliva, e con lei anche le prospettive, i dubbi e le speranze per il futuro, per quella scelta che stavo andando a fare.