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Ecco come si prepara il piatto dell’anno: i lettori alla scoperta del ramen

Gli iscritti alla community NoiMv hanno partecipato a una lezione di cucina orientale. Noodles e brodo: i segreti dello chef Catalfamo al Visionario 

«Ma che cosa è ’sto ramen?». È iniziata così, con questa domanda sardonica fatta da un passante, l’avventura di Casa Ramen e del suo creatore Luca Catalfamo a Milano. La stessa domanda che molti dei nostri lettori hanno posto allo chef lunedì pomeriggio 23 aprile, al bar del Visionario, in un appuntamento riservato agli iscritti della community. Nella cornice del Feff, il Messaggero Veneto ha deciso di portare quindici lettori alla scoperta di uno dei piatti più di tendenza quest’anno. E com ...

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«Ma che cosa è ’sto ramen?». È iniziata così, con questa domanda sardonica fatta da un passante, l’avventura di Casa Ramen e del suo creatore Luca Catalfamo a Milano. La stessa domanda che molti dei nostri lettori hanno posto allo chef lunedì pomeriggio 23 aprile, al bar del Visionario, in un appuntamento riservato agli iscritti della community. Nella cornice del Feff, il Messaggero Veneto ha deciso di portare quindici lettori alla scoperta di uno dei piatti più di tendenza quest’anno. E come in un cartone animato giapponese, è bastato seguire la scia verde del profumo intenso di brodo per raggiungere il “regno” del ramen, al secondo piano del cinema in via Asquini a Udine.

Come si prepara il ramen? I lettori NoiMv a scuola di cucina orientale



Proprio qui, a risolvere tutti i dubbi dei lettori sulla cucina orientale, lo chef Luca e il suo braccio destro Filippo Caldarella. «Se chiamano il ramen “brodo con gli spaghetti”, io non mi arrabbio. Anzi. Sono felice che il piatto possa in qualche modo essere rappresentato con un’immagine familiare alla tradizione italiana - ha raccontato ai lettori Catalfamo - . Quindi sì, semplificando all’estremo, il ramen è un brodo con gli spaghetti, ma molto molto più saporito».

All’interno della ciotola fumante ci sono i noodles freschi, carne, solitamente maiale e pollo, uova sode, alghe e altri elementi di guarnizione. I tagliolini sono fatti con farina di frumento, acqua e un po' di kansui, ovvero una particolare acqua minerale alcalina che contiene carbonato di sodio e carbonato di potassio, proveniente dall'acqua del Lago Kan della Mongolia. «I giapponesi sono molto precisi e hanno trovato il modo per riportare lo stesso gusto anche a chilometri di distanza». Alcuni usano anche le uova, da evitare per una versione vegetariana e vegana.

«Ovviamente ogni regione del Giappone cucina il ramen a modo proprio. Un po’ come la pasta al pomodoro. Tutti sappiamo cucinarla ma ognuno di noi userà degli ingredienti diversi», ha aggiunto il cuoco. Catalfamo ha però una missione: non copiare le ricette degli altri chef ma proporre una versione con gli ingredienti italiani. Una sorta di “ramen a km0”: «Stiamo utilizzando prodotti locali, comprati qui a Udine e presi negli orti della zona».

Dalle parole alla pratica: in gruppi da tre, lo chef ha portato i lettori in cucina per fare vedere da vicino come si cucina il ramen. Sul fuoco pentoloni enormi con il brodo e la carne: la loro preparazione richiede almeno due o tre giorni di tempo, così da assorbire tutte le proprietà nutrienti degli ingredienti. I noodles invece finiscono nell’acqua calda: pochi secondi e sono pronti per essere serviti. Seduti a tavola, i lettori hanno preso le bacchette e il cucchiaio e hanno iniziato ad assaporare il ramen. Qualcuno con fare convinto, altri sorpresi dal gusto nuovo.

Come la signora Maria: «Ho lasciato a casa mio marito. Lui non si fida di queste ricette particolari - ha raccontato -. Io sono più curiosa e mi piace sperimentare anche quando cucino a casa. Lui non sa quante volte cambio gli ingredienti nelle mie ricette. Ma mica se ne accorge». Piatto promosso? «Assolutamente si», è il giudizio unanime dei commensali. Alla fine una raccomandazione da parte dello chef: «Quando mangiate il ramen ricordatevi di fare rumore». Una richiesta soddisfatta da qualche timido ’slurp’ ma soprattutto da tutte le ciotole vuote dei lettori.

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