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L’Alto Friuli si spopola persi 1.279 residenti

L’andamento dell’Uti Canal del Ferro, Valcanale e Gemonese dal 2012 In aumento gli utenti assistiti dai servizi sociali e i minori stranieri

TARVISIO. Ad accomunarli è il segno meno che punteggia il loro saldo demografico dell’ultimo quinquennio e pochi segni positivi, quelli relativi agli utenti presi in carico dai servizi sociali. È lo spaccato che emerge dall’analisi realizzata nelle 15 municipalità che compongono l’Unione territoriale intercomunale Gemonese e quella del Canal del Ferro Val Canale stando ai dati raccolti dall’Azienda per l’assistenza sanitaria 3 Alto Friuli Collinare Medio Friuli, confluiti nel bilancio di ese ...

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TARVISIO. Ad accomunarli è il segno meno che punteggia il loro saldo demografico dell’ultimo quinquennio e pochi segni positivi, quelli relativi agli utenti presi in carico dai servizi sociali. È lo spaccato che emerge dall’analisi realizzata nelle 15 municipalità che compongono l’Unione territoriale intercomunale Gemonese e quella del Canal del Ferro Val Canale stando ai dati raccolti dall’Azienda per l’assistenza sanitaria 3 Alto Friuli Collinare Medio Friuli, confluiti nel bilancio di esercizio.

Residenti in caduta libera

Il primo dato saliente riguarda l’emorragia demografica su una popolazione complessiva scesa da 33.971 a 32.692 abitanti a partire dal 2012, ciò significa che in cinque anni sono stati spazzati via 1.279 residenti. Il calo più marcato si registra nell’Uti Canal del Ferro Val Canale che, complessivamente, ha perso il 6,16% della popolazione, a fronte dell’Uti Gemonese che, invece, perde “solo” il 2,78% grazie alla sostanziale tenuta di comuni come Artegna, Gemona e Trasaghis, mentre le perdite più consistenti si registrano a Dogna (-8.42%), Venzone (-7,87%) e Montenars (-7,55%). Il comune più colpito in termini numerici è stato quello di Tarvisio, che dal 2012 al 2017 ha perso 293 residenti, saldo negativo di ben 176 unità a Venzone, di 50 a Chiusaforte e di 16 a Dogna con numeri che, in termini percentuali, diventano significativi.

I minori stranieri

Ad abbassare l’età media è intervenuto un fenomeno transitorio che, lungi dall’invertire la tendenza al progressivo invecchiamento della popolazione, ha però inciso notevolmente sulle casse comunali: quello dell’afflusso di minori stranieri non accompagnati. Un trend che si è evidenziato a partire dal 2014, anno in cui sono stati rinvenuti e accolti quasi 200 minori stranieri non accompagnati, fino a diventare 600 nel 2016, mentre lo scorso anno i numeri sono di nuovo scesi. Resta il fatto che negli ultimi quattro anni sul terriorio sono transitati 1.360 minori che gli Enti locali hanno dovuto gestire. Inutile dire che il fenomeno ha coinvolto principalmente Tarvisio, seguito, con numeri di gran lunga inferiori, da Malborghetto Valbruna, Pontebba e Chiusaforte che registrano perdite superiori al 5%.

Più assistenza

La mutata geografia sociale che sconta un invecchiamento progressivo della popolazione non ha tardato a riverberarsi anche sulle problematiche assistenziali.

A partire dal 2013 si è registrato un aumento del numero di persone in carico al servizio sociale dei Comuni (+8,5% rispetto all’anno precedente), valori che nel tempo, si sono mantenuti consistenti.

Problemi di famiglia

A determinare l’aumento delle persone assistite, fra le quali gli ultrasessantacinquenni conquistano una rappresentanza crescente, sono i problemi legati ai conflitti in famiglia, al reddito o alla salute principalmente. Un plotone di anziani non autosufficienti che si infittisce creando nuove emergenze. Quanto alle persone prese in carico dal Servizio sociale (passate da 1.498 nel 2012 a 1.638 nel 2017), a determinare l’intervento dei Comuni sono i problemi legati alla vita familiare (18% dei casi), in particolare la conflittualità di coppia, la difficoltà nella gestione dei compiti di accudimento e di assistenza ai figli, quando non l’inadeguatezza dei genitori, le problematiche conseguenti la separazione o il divorzio, ma è soprattutto l’indisponibilità di un reddito adeguato a incidere (45%). In percentuali minori si rivolgono al servizio sociale le persone che hanno problemi di salute (12%), legati spesso a disabilità, sofferenze mentali o a condizioni di parziale o totale autosufficienza. Seguono le difficoltà connesse al lavoro (10%), alla casa (3%) o alle dipendenze (2%).

È un quadro che si sdoppia per le problematiche presentate dalla popolazione anziana per la quale la mancata autosufficienza totale (53%) o parziale (31%) rappresenta il principale motivo di disagio.

L’1,56% della popolazione è in carico ai servizi sociali, di poco inferiore la percentuale delle persone (over 75 in particolare) che usufruiscono dell’assistenza domiciliare, numeri che, a partire dal 2014 non hanno mai smesso di crescere. E se il primato va a Gemona con 111 persone assistite, i numeri sono significativi anche a Tarvisio (57 utenti) Artegna (41), Trasaghis (36) e Osoppo (31).

Le problematiche relative ai minori (esclusi quelli stranieri non accompagnanti), infine, sono concentrate alla voce “famiglia” (61%), seguiti da quella legata all’istruzione a scuola.

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