Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Reti idriche, in Fvg il 40 per cento dell'acqua si perde prima del rubinetto

Udine e Pordenone capoluoghi virtuosi: i gestori aumentano gli investimenti. Il Cafc incrementa la quota destinata a migliorare gli impianti: piano da 24 milioni

Il problema sta nei paesi. Dove in media su un litro di acqua immesso nelle reti idriche arrivano a destinazione, passando per i rubinetti delle case friulane, appena 600 millilitri.


I comuni capoluogo, in realtà, si difendono bene. Anzi, secondo il rapporto diffuso dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, a Pordenone e Udine tocca addirittura l’etichetta di città virtuose, rispettivamente terza e quinta a livello nazionale nella classifica che tiene conto del rapporto tra ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Il problema sta nei paesi. Dove in media su un litro di acqua immesso nelle reti idriche arrivano a destinazione, passando per i rubinetti delle case friulane, appena 600 millilitri.


I comuni capoluogo, in realtà, si difendono bene. Anzi, secondo il rapporto diffuso dall’Istat in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, a Pordenone e Udine tocca addirittura l’etichetta di città virtuose, rispettivamente terza e quinta a livello nazionale nella classifica che tiene conto del rapporto tra acqua “pompata” ed effettivamente fruita.


Perdite fino al 51 per cento


Pordenone è protagonista di un piccolo paradosso. In città le perdite idriche totali si fermano all’11,7 per cento. Complessivamente, a livello provinciale, il totale delle perdite sale però al 51,6 per cento: significa che la metà dell’acqua che viaggia nelle condotte idriche si perde, senza mai arrivare all’utente finale.

 


 


A Udine la situazione non è troppo diversa: in città le perdite si attestano al 13,7 per cento, che sale al 49 per cento prendendo in considerazione l’intero territorio provinciale.


La situazione, complice l’omogeneizzazione del servizio e i costanti investimenti è però in evoluzione: «Il tasso di perdita di Cafc – spiega il presidente del consorzio, Salvatore Benigno – si attesta oggi al 32 per cento: un dato che ci colloca tra le prime cento top utility in Italia, ben inferiore alla media nazionale».


Milioni da investire


Le condutture idriche sono in molti casi antiquate, realizzate con materiali superati e spesso vecchie di cinquant’anni. Gli enti gestori del servizio idrico mettono ogni anno a bilancio milioni di euro per migliorare le reti degli acquedotti e ridurre le perdite, che costano ogni anno alle utility italiane circa 4 miliardi di euro.

 


In Friuli Cafc aumenterà per il 2018 il budget per gli investimenti, portandolo a 24 milioni di euro. Di questi, 6 milioni saranno destinati al miglioramento degli acquedotti (un milione in più rispetto al passato).


Gli allacci


I confini dell’impero costituiscono un problema per gli enti gestori del servizio. In Fvg sono ancora cinque i comuni senza rete di distribuzione (per 22 mila utenti residenti) e quattro sono quelli non allacciati alla rete fognaria (poco più di 5 mila abitanti interessati).

 




Gli enti gestori


In provincia di Udine l’ente di riferimento è il Consorzio per l’Acquedotto del Friuli centrale, che gestisce quasi 6 mila chilometri di acquedotto in 120 comuni dell’Ambito territoriale, servendo oltre 424.234 utenti.

 


Cafc è una società pubblica controllata da 123 comuni, da tre Unioni territoriali intercomunali e dalla Provincia di Udine, ora commissariata e prossima alla soppressione. In provincia di Pordenone il riferimento è Hydrogea, che gestisce il servizio in venti comuni con un bacino d’utenza di 107 mila abitanti.


©RIPRODUZIONE RISERVATA