Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Mattanza nei canali: l’ira degli animalisti

La coordinatrice del movimento invia una diffida al Consorzio. Quasi 1.800 firme raccolte in pochi giorni su una petizione

RIVE D’ARCANO. Gli animalisti si mobilitano per tutelare la fauna selvatica e fermare le stragi in corrispondenza degli sgrigliatori dei canali Ledra e Giavons a Rive d’Arcano e Rodeano Alto con una diffida inviata al Consorzio di bonifica pianura friulana. È la coordinatrice del Movimento animalista Fvg Alessandra Marchi in una lettera a chiedere interventi «con la massima urgenza per scongiurare il ripetersi di ulteriori episodi in danno alla fauna selvatica, degli animali tutti e, non da ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

RIVE D’ARCANO. Gli animalisti si mobilitano per tutelare la fauna selvatica e fermare le stragi in corrispondenza degli sgrigliatori dei canali Ledra e Giavons a Rive d’Arcano e Rodeano Alto con una diffida inviata al Consorzio di bonifica pianura friulana. È la coordinatrice del Movimento animalista Fvg Alessandra Marchi in una lettera a chiedere interventi «con la massima urgenza per scongiurare il ripetersi di ulteriori episodi in danno alla fauna selvatica, degli animali tutti e, non da ultimo, anche degli esseri umani potenziali vittime di incidenti».

Nel documento si precisa che, in mancanza di riscontro, il movimento provvederà a interessare le competenti autorità, non esclusa la Procura, cui, aggiunge l’avvocato Marchi, potrebbe essere indirizzato un esposto.

Il bilancio già stilato dallo stesso direttore della Riserva di caccia di Rive d’Arcano Marco Viezzi è piuttosto pesante: 15 i caprioli morti nel 2017 nei canali a causa delle mutilazioni provocate dagli sgrigliatori nelle centraline idroelettriche, ai quali nel 2018 se ne sono aggiunti sei in soli otto giorni.

Si tratta di animali che si avvicinano ai corsi d’acqua per abbeverarsi o per attraversarli, ma a causa delle pareti ripide non trovano una via di uscita e arrivano stremati in prossimità delle centrali idroelettriche, dove le lame degli sgrigliatori provocano loro ferite mortali. Per questo viene richiesta la realizzazione di opere di recinzione lungo il canale.

Sull’argomento è stata promossa anche una petizione online lanciata dall’avvocato Lara Melchior che, nell’arco di pochi giorni, ha già raccolto quasi 1.800 sostenitori.

Istanze che il Consorzio assicura di aver preso in debita considerazione. «Il problema è da tempo noto – conferma il direttore Massimo Canali –. Si tratta di un tema già affrontato dal Consorzio, estensore di un progetto composto da diversi lotti che prevede investimenti per mezzo milione di euro. Il Consorzio gestisce i canali per conto della Regione cui abbiamo chiesto i fondi per intervenire.

A fronte di un finanziamento pari a 100 mila euro, abbiamo realizzato un primo lotto nel comune di Rive d’Arcano fra il 2011 e il 2012. Per questo alcuni tratti del canale sono stati protetti da opere di recinzione – chiarisce Canali – e sono stati realizzati anche scivoli per consentire la risalita agli animali caduti nei corsi d’acqua. Intendiamo reiterare la richiesta di finanziamento alla Regione – annuncia il direttore – per completare anche gli altri interventi previsti dal progetto complessivo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA