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Telaio storico e funzionante donato al museo “Il Cavalîr”

Apparteneva a Luisa Mattiussi, nota in Friuli per il suo laboratorio di tessuti a mano Risale alla fine dell’Ottocento ed era impiegato per abbigliamento e arredamento

FAGAGNA. È all’Ecomuseo della gente di collina Il Cavalîr il telaio più antico ancora funzionante: è quello donato al museo dalla famiglia dopo la scomparsa di Luisa Mattiussi, nota in Friuli per il suo laboratorio di tessuti a mano.

«È un telaio rarissimo – spiega Carmen Romeo, esperta in didattica delle discipline artistiche, studiosa di tessili popolari –. In regione non ne esistono più di questo tipo». Il telaio di Luisa Mattiussi è databile fine Ottocento e proviene dalla zona di Cividal ...

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FAGAGNA. È all’Ecomuseo della gente di collina Il Cavalîr il telaio più antico ancora funzionante: è quello donato al museo dalla famiglia dopo la scomparsa di Luisa Mattiussi, nota in Friuli per il suo laboratorio di tessuti a mano.

«È un telaio rarissimo – spiega Carmen Romeo, esperta in didattica delle discipline artistiche, studiosa di tessili popolari –. In regione non ne esistono più di questo tipo». Il telaio di Luisa Mattiussi è databile fine Ottocento e proviene dalla zona di Cividale: il macchinario era impiegato nel laboratorio prima a Udine e poi a Magnano in Riviera dove i tessuti creati erano destinati all’abbigliamento, ma anche all’arredamento di interni.

«L’armonia espressiva dei tessuti monocromatici e di quelli colorati – spiega ancora Romeo – ha offerto risultati sempre originali pur partendo da forme e componenti sempre uguali. Con la sua passione sociale, culturale e politica la signora Mattiussi ha partecipato appieno al fervore del secondo Novecento friulano: era suo desiderio che il telaio fosse donato a un’istituzione per perpetuarne il sapere e l’incanto della tessitura».

Il telaio è stato donato agli inizi di quest’anno, ma non era funzionante. «Nelle scorse settimane – racconta Romeo – è venuto a sistemare la macchinetta tiralicci il titolare della Carnica arte tessile, Bepi Tonon. È un telaio che ha lavorato molto e aveva bisogno di essere messo a posto da mani esperte». A rendere unico il telaio collocato nel palazzo della Comunità il fatto che premendo un pedale si aziona la ratiera, meccanismo che permette l’alzata meccanica dei licci, particolarmente utile nella tessitura dei piccoli operati, tipici della tradizione friulana.

Il disegno del tessuto è predisposto su una catena di schede perforate, realizzate dalla maestra Mattiussi, dove ogni scheda corrisponde a un passaggio di trama del rapporto di disegno.

L’introduzione delle schede perforate nella tessitura degli operati ha rappresentato una prima forma di automazione secondo un codice binario: «Un precursore del pc – continua la maestra Romeo – visto che quello usato era il primo linguaggio macchina dal quale è iniziata la rivoluzione tecnologica».

A Fagagna il telaio non è destinato a diventare un pezzo da museo, ma è già tornato all’opera: dal 2013, grazie all’attività del Museo della vita contadina Cjase Cocel, sono partiti corsi per principianti e di approfondimento sull’arte della tela: «A Fagagna – sottolinea Romeo – esiste una grande tradizione tessile, prova ne è il manoscritto del tessitore fagagnese Giobatta Marcuzzi (1861) e le collezioni tessili custoditi al museo».

«I corsi che facciamo – conclude Romeo – forniscono competenze nell’ambito della tessitura artistica su telaio manuale e hanno la finalità di sviluppare creatività manuali e progettuali. I percorsi che per quest’anno termineranno alla fine di giungo sono sempre molto partecipati e vedono ogni anno anche la presenza di “studenti” anche di oltre confine».

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