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L’omaggio ai martiri del Bosco Romagno

Commemorati gli osovani uccisi nel febbraio 1945. Ricordati Cesare Marzona e Mario Toros

CIVIDALE. Affollato e commosso, come sempre, l’omaggio ai martiri del Bosco Romagno, appuntamento che ogni mese di giugno si rinnova in prossimità del cippo che perpetua il ricordo della tragedia consumatasi nel febbraio del 1945.

Così anche ieri, per non dimenticare il dramma degli osovani prelevati a Porzus e trasportati alle porte di Spessa di Cividale, al Bosco Romagno appunto, dove vennero trucidati.

Organizzata dall’Associazione partigiani Osoppo, in collaborazione con il Comune di Civid ...

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CIVIDALE. Affollato e commosso, come sempre, l’omaggio ai martiri del Bosco Romagno, appuntamento che ogni mese di giugno si rinnova in prossimità del cippo che perpetua il ricordo della tragedia consumatasi nel febbraio del 1945.

Così anche ieri, per non dimenticare il dramma degli osovani prelevati a Porzus e trasportati alle porte di Spessa di Cividale, al Bosco Romagno appunto, dove vennero trucidati.

Organizzata dall’Associazione partigiani Osoppo, in collaborazione con il Comune di Cividale, con il sostegno della Regione Fvg e con il patrocinio delle municipalità di Corno di Rosazzo, di Moimacco, di Premariacco, di Prepotto e di Torreano, la cerimonia si è aperta con un breve momento religioso e con la deposizione di alcune corone ai piedi del monumento.

Spazio quindi alle allocuzioni, affidate al sindaco Stefano Balloch, al presidente dell’Apo, Roberto Volpetti, e al vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi.

«Abbiamo un grande debito – ha dichiarato quest’ultimo – nei confronti dei giovani che stiamo commemorando. Avrebbero facilmente potuto sottrarsi alla tragica fine che li attendeva: molto probabilmente sarebbe bastato decidere di stare dalla parte degli aguzzini, per avere salva la vita. La loro è stata una testimonianza di straordinaria importanza. In quattordici furono catturati: sei di essi erano carabinieri, uno finanziere, un altro ancora bersagliere, in buona parte provenienti dalle province del meridione, figli di una patria che li aveva abbandonati a se stessi».

«Con i friulani – ha concluso Riccardi – si trovarono a condividere il desiderio di riscatto e di libertà».

In chiusura un ringraziamento all’Apo, per il suo appassionato impegno, e un affettuoso ricordo dello storico presidente del sodalizio, Cesare Marzona, e del ministro Mario Toros, partigiano della Osoppo. (l.a.)