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Le cimici invadono ancora il Medio Friuli, scatta l'appello alla Regione

Sedegliano, il sindaco Donati chiede un incontro all’assessore Zannier. Produzioni agricole a rischio, in particolare la frutticoltura

SEDEGLIANO. Cimici marmorate asiatiche, è di nuovo emergenza. E frutticoltura a rischio nel Medio Friuli.



Il sindaco di Sedegliano, Ivan Donati, ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’agricoltura, Stefano Zannier, per fare il punto sulla difficile situazione che si è venuta a creare tra i produttori del Sedeglianese.

«Dal momento che ci sono già giunte segnalazioni di difficoltà da parte di agricoltori – spiega Donati – desideriamo continuare a tenere aperto il dia ...

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SEDEGLIANO. Cimici marmorate asiatiche, è di nuovo emergenza. E frutticoltura a rischio nel Medio Friuli.



Il sindaco di Sedegliano, Ivan Donati, ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’agricoltura, Stefano Zannier, per fare il punto sulla difficile situazione che si è venuta a creare tra i produttori del Sedeglianese.

«Dal momento che ci sono già giunte segnalazioni di difficoltà da parte di agricoltori – spiega Donati – desideriamo continuare a tenere aperto il dialogo e il confronto con i vertici regionali e continuare a illustrare le enormi difficoltà che stanno vivendo i produttori delle nostre zone.

Non ci aspettiamo certo che l’assessore Zannier abbia la bacchetta magica per risolvere il problema, ma siamo sicuri che è molto sensibile a questa situazione che rischia di mettere in ginocchio una intera area agricola e produttiva importante. La Regione si è sempre dimostrata sensibile e vicina ai produttori».



Sul problema interviene anche l’assessore all’agricoltura e vicesindaco di Sedegliano, Maurizio Rinaldi, il quale afferma che numerosi frutticoltori hanno segnalato una massiccia presenza anche nei frutteti, dove a difesa delle piante sono state posizionate reti protettive acquistate con un contributo regionale.

«Una protezione che purtroppo non ha sortito l’effetto desiderato – afferma Rinaldi –. Si prevede che i danni derivati dalla cimice quest’anno soprattutto nelle zone coltivate a melo siano di gran lunga superiori a quelli degli ultimi due anni».

Piantine nuove massacrate e i frutti sono per questo non commerciabili, ma solo trasformabili, con un guadagno notevolmente ridotto; tra l’altro, non esistono polizze assicurative a copertura dei danni provocati da insetti.



«Ci sono zone in cui fino al 70% della produzione andrà perso – conclude Rinaldi –. Qualcuno si deve dare da fare per risolvere il problema. Gli agricoltori si sentono abbandonati.

Il problema non è di facile soluzione, ma l’importante è capire quali sono le intenzioni della Regione riguardo la frutticoltura friulana, che nel Medio è a rischio di estinzione causa la cimice.

C’è da sperare che nel futuro non venga coinvolta anche la viticoltura in grande espansione nel Friuli centrale».

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