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Arnie incendiate per ritorsione: «Guerra con gli agricoltori»

La magistratura indaga per danneggiamento seguito da incendio. Il procuratore capo De Nicolo: clima di malessere tra apicoltori e chi lavora la terra

Fagagna. «È un atto spregevole: siamo impegnati in indagini serrate per individuare i responsabili degli incendi. Non può passare il messaggio che una tale azione resti impunita». Il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo assicura indagini rapide per identificare gli autori dei roghi che la scorsa settimana hanno distrutto una decina di arnie in un’azienda apistica di Fagagna.

La Procura ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per danneggiamento volontario e danneggiamento seg ...

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Fagagna. «È un atto spregevole: siamo impegnati in indagini serrate per individuare i responsabili degli incendi. Non può passare il messaggio che una tale azione resti impunita». Il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo assicura indagini rapide per identificare gli autori dei roghi che la scorsa settimana hanno distrutto una decina di arnie in un’azienda apistica di Fagagna.

La Procura ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per danneggiamento volontario e danneggiamento seguito da incendio. «L’episodio si inserisce con tutta probabilità in un quadro caratterizzato da un malessere spinto tra agricoltori e apicoltori, in una situazione di folle rivalità che non ha ragion d’esistere», spiega il capo della magistratura udinese.

Una ricostruzione avallata dalle parole del presidente del Consorzio apicoltori, Luigi Capponi, che aveva parlato di «atto vandalico come ritorsione in seguito alle denunce fatte dal sodalizio per la moria delle api che si verifica ormai ogni anno, che si sospetta sia dovuta all’utilizzo di neonicotinoidi».

«Una cosa del genere non mi era mai capitata prima. Sono solo uno dei tanti: è un gesto per colpire la categoria», aveva spiegato il titolare dell’azienda colpita. «Sono arrivato verso le 11.30 in apiario per la levata dei melari – aveva racconta – e ho trovato dieci arnie capovolte e date alle fiamme. Ho chiamato la Procura di Udine e si è presentata la Guardia forestale regionale per le verifiche». A maggio il pm Viviana Del Tedesco ha dato corso a un decreto di sequestro preventivo firmato dal giudice per le indagini preliminari Daniele Faleschini Barnaba. Gli agricoltori indagati risultano essere 38 e i provvedimenti si riferiscono a 17 proprietà agricole tra Bicinicco e Basiliano, dove era stata «inibita qualsiasi coltivazione comportante l’utilizzo di sostanze neonicotinoidi vietate, con eliminazione delle colture in corso che abbiano comportato l’utilizzo di siffatte sostanze».