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Romantici da tutto il mondo per ricordare Che Guevara

Oltre un centinaio gli ospiti al Parco del Comandante con lo storiografo Cojaniz Arrivi da Cuba, Argentina, Mozambico. Le brigate di Spagna e i gruppi partigiani 





Ricordare per non dimenticare. È più vivo che mai nel cuore di tanti il mito di Ernesto “Che” Guevara, il Comandante. E lo storiografo sangiorgino Giorgio Cojaniz lo ha voluto ricordare con una semplice cerimonia a San Giorgio di Nogaro in uno degli ultimi spazi preposti a questa memoria: il parco Che Guevara da lui creato, riunendo oltre un centinaio di amici internazionali che hanno ben saldi nel cuori i valori per i quali il mitico Comandante ha combattuto e morto a soli 39 anni, il 9 o ...

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Ricordare per non dimenticare. È più vivo che mai nel cuore di tanti il mito di Ernesto “Che” Guevara, il Comandante. E lo storiografo sangiorgino Giorgio Cojaniz lo ha voluto ricordare con una semplice cerimonia a San Giorgio di Nogaro in uno degli ultimi spazi preposti a questa memoria: il parco Che Guevara da lui creato, riunendo oltre un centinaio di amici internazionali che hanno ben saldi nel cuori i valori per i quali il mitico Comandante ha combattuto e morto a soli 39 anni, il 9 ottobre 1967. E ogni anno, in occasione dell’anniversario della morte, Cojaniz e i suoi amici della Bassa ricordano il Che con un necrologio sul Messaggero Veneto che è ormai diventato una tradizione.

Quest’anno, però, oltre al ricordo del Che, Cojaniz ha voluto commemorare anche quei combattenti delle Brigate internazionali di Spagna che persero la vita per un ideale di libertà e per quelli che, al ritorno in Patria, diedero vita all’azione partigiana.

Grandi le emozioni e i sentimenti rivissuti nelle note di tre amici che con contrabbasso, tromba e fisarmonica hanno suonato le musiche tanto care al Comandante, simbolo dell’impegno politico rivoluzionario.

Le note di “Bella ciao” e “Bandiera rossa” si sono alzate nell’aria torrida del mezzogiorno, tra luccichii degli occhi e il cuore che batteva pieno di ricordi giovanili.

Struggenti le note di alcune canzoni dei combattenti di Spagna suonate e cantate da Maria, artista slovena.

Alla commemorazione erano presenti delegazioni cubane (Avana), argentine, slovene e del Mozambico, ma anche alcune provenienti da Verona, Trieste, San Vito al Tagliamento e Fagagna, Santa Maria la Longa, Marano Lagunare, Muzzana del Turgnano, Carlino, Porpetto, Pocenia, Torviscosa, Cervignano, Tricesimo, Talmassons, Rivignano Teor, Bicinicco, Mortegliano, Lavariano, Gonars e San Giorgio.

Oltre a loro, il vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana combattenti volontari antifascisti di Spagna – Aicvas, Marco Puppini, il figlio di Giovanni Felice, arruolato nelle Brigate internazionali in Spagna nel 1936 e assegnato alla Brigata Garibaldi, e il figlio di Luigi Grion “Furore”, comandante della Brigata Picelli.

Giorgio Cojaniz si è rivolto a loro ricordando «gli amici Edoardo, Perez, Berto, Lucio e tutti quelli che non sono più con noi, con immutato affetto. E l’augurio di pronta guarigione a Romano, storico portabandiera dell’Anpi».

«Siamo nel parco del Che con la stella rossa che tanto ha fatto sognare in tutto il mondo. Nonostante tutto siamo anche quest’anno a bere un taglio assieme. Sono passati ormai 75 anni da quegli avvenimenti e noi se oggi possiamo bere assieme un bicchiere in libertà lo dobbiamo a quella generazione di eroi». —