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Nel cuore del caseificio i segreti del latte svelati ai lettori del Messaggero

I lettori della nostra community in visita allo stabilimento di Latterie Friulane. Produzione in crescita: ogni anno vengono trattati 55 milioni di litri

Cuffia sulla testa, camice e salvascarpe, curiosi di scoprire tutto ciò che accade al latte prima di arrivare in tavola. Pronti per studiare con le dovute precauzioni quei robot giganti che spostano e ordinano la materia prima e i prodotti secondo schemi perfetti. Sono stati una quarantina i lettori della community NoiMv che hanno partecipato alla visita guidata alle Latterie Friulane di Parmalat, a Campoformido, promossa dalla Regione attraverso l’Agenzia per lo sviluppo rurale.

L’iniziativa ...

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Cuffia sulla testa, camice e salvascarpe, curiosi di scoprire tutto ciò che accade al latte prima di arrivare in tavola. Pronti per studiare con le dovute precauzioni quei robot giganti che spostano e ordinano la materia prima e i prodotti secondo schemi perfetti. Sono stati una quarantina i lettori della community NoiMv che hanno partecipato alla visita guidata alle Latterie Friulane di Parmalat, a Campoformido, promossa dalla Regione attraverso l’Agenzia per lo sviluppo rurale.

L’iniziativa voleva far conoscere il processo produttivo del caseificio friulano, con 85 anni di storia, e le fasi di realizzazione dei prodotti di qualità a marchio Aqua. «Qui si trattano circa 55 milioni di litri di latte all’anno, di cui 13 sono tradotti in latte fresco e alto pastorizzato – afferma Filippo Golin, responsabile dello stabilimento che oggi conta 130 addetti (erano 94 nel 2015) –. Lo yogurt vale circa un milione di kg mentre la produzione di mozzarella supera i 4 milioni. Il Montasio si attesta sui 600 mila».



Dal 2015, anno in cui il marchio Latterie Friulane è stato acquisito da Parmalat, a oggi i volumi sono cresciuti: dell’81 per cento per il latte («Anche in seguito allo spostamento della produzione dello stabilimento di Torviscosa»), del 52 per lo yogurt («Quasi solo biologico»), dell’87 per la mozzarella. «La produzione del Montasio è rimasta la stessa, ma stiamo lavorando per promuovere il prodotto fuori regione», aggiunge.

Snocciolati i dati, comincia il tour. «Mio marito lavora qui da quasi 30 anni, ma non sono mai riuscita a vedere la produzione. Mi faceva piacere esserci – dice una donna di Campoformido seduta accanto alla figlia undicenne –. Abbiamo vissuto il momento della crisi, ora le cose funzionano». Carlo Corazza, di Buja, ha portato le figlie di 10 e 4 anni, la moglie e la suocera. «Ho letto dell’iniziativa sul giornale – commenta –. È un’esperienza utile anche per le bimbe, che imparano qualcosa». Anche Piero Pais, di Udine, è stato spinto a partecipare dalla curiosità.

I gruppetti osservano e ascoltano attentamente la guida. Si finisce nella zona dove nasce il Montasio. Qui «nel giorno di produzione vengono realizzate circa 1.200 forme», spiega Franco Della Mora, mastro casaro. Si passa al reparto di confezionamento del latte e della panna, tra bottiglie e cartoni quasi pronti per essere spediti, e nella zona di ricevimento della materia prima, dove tutto inizia. Arriva anche il primo assaggio della mattinata: un pezzettino di mozzarella per pizza, fresca di produzione. Tra una domanda e l’altra, la visita volge al termine. «Acquistare prodotti friulani significa optare per la qualità – osserva l’assessore regionale Stefano Zannier – ma anche sostenere un tessuto economico che va dal produttore del latte fino alla produzione casearia».