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La terra trema in Friuli: all'alba venti scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 3.9

E' successo fra le 5.30 e le 7 di sabato 11 agosto. Trentotto i comuni in cui si è avvertita la scia sismica. Non si registrano danni a persone o cose. L’epicentro individuato a 5 chilometri a sud di Cavazzo, a una profondità di 13 chilometri

Scia sismica in Friuli: la scossa più forte di magnitudo 3.9

UDINE. Oltre venti scosse in successione, nell'arco di poco più di un'ora, all'alba di sabato 11 agosto. Anticipate da lievissimi movimenti tellurici che hanno interessato la stessa area nella serata di venerdì 10.

La terra torna a tremare in Carnia: la prima scossa alle ...

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Scia sismica in Friuli: la scossa più forte di magnitudo 3.9

UDINE. Oltre venti scosse in successione, nell'arco di poco più di un'ora, all'alba di sabato 11 agosto. Anticipate da lievissimi movimenti tellurici che hanno interessato la stessa area nella serata di venerdì 10.

La terra torna a tremare in Carnia: la prima scossa alle 5.26, con epicentro a 5 chilometri da Cavazzo Carnico, con un profondità di 11 chilometri e una magnitudo di 3.0.

Si è sentita distintamente e ha buttato giù dal letto centinaia di friulani quella delle 5.30, di magnitudo 3.9 secondo  i rilievi dell’Istituto ricerche sismologiche dell’Ogs.

Anche in questo caso l’epicentro è stato individuato a 5 chilometri a sud di Cavazzo, a una profondità di 13 chilometri.

PER APPROFONDIRE:

Fra quelle di magnitudo più alta, altre due ripetizioni prima delle 6, alle 5.38 (magnitudo 2.3) e alle 5.54 (3.0) e poi, un’ora dopo, sempre nella stessa area (precisamente alle 6.52, con magnitudo 2.7).

Non si registrano danni a persone e cose: anche il centralino dei vigili del fuoco del Comando provinciale di Udine non ha al momento ricevuto richieste di intervento legate al sisma.

Nelle prossime ore sindaci e protezione civile effettueranno una serie di ricognizioni per valutare eventuali danni.

Trentotto i comuni che, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno percepito il terremoto, in un raggio di una ventina di chilometri dall'epicentro.

Sono: Cavazzo Carnico, Trasaghis, Bordano, Verzegnis, Amaro, Tolmezzo, Venzone, Osoppo, Val Resia, Gemona del Friuli, Vito d'Asio, Forgaria nel Friuli, Villa Santina, Lauco, Clauzetto, Artegna, Preone, Montenars, Enemonzo, Zuglio, Buja, Magnano in Riviera, Moggio Udinese.

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E ancora: Arta Terme, Majano, Resiutta, Raveo, Castelnovo del Friuli, Ragogna, Pinzano al Tagliamento, Socchieve, Tramonti di Sotto, Tramonti di Sopra, Treppo Grande, San Daniele del Friuli, Travesio, Lusevera, Tarcento e Colloredo di Monte Albano.

«Cavazzo si è svegliata con messaggi poco rassicuranti. Lo sciame sismico ha ingenerato un po' di apprensione. Alcune persone sono scese in strada all'alba, ma non ci sono stati danni a cose o strutture né dissesti idrogeologici e ora la gente ha ripreso le sue attività».

Lo testimonia Gianni Borghi, sindaco di Cavazzo Carnico, comune con poco più di 1000 abitanti, Medaglia d'oro al merito civile per il terremoto del Friuli del 1976, epicentro dello sciame sismico che ha portato questa mattina a una ripetizione di una ventina scosse telluriche in poco più di un'ora.

Borghi ha ricevuto la telefonata del governatore Massimiliano Fedriga che voleva sincerarsi della situazione. «Ho confermato che non è successo nulla, non ci sono danni, c'è stata solo un po' di apprensione. Guai se ci fossero stati danni, sarebbe stato un paradosso e uno screditare il modello Friuli. Scosse simili non devono generare problemi».

La vita in paese è tornata alla normalità anche per i circa 120 bambini del campo scout Agesci ospitato in questi giorni nell'ex villaggio prefabbricato Aldo Braida, che ospitò gli abitanti della frazione di Cesclans lesionata dopo il terremoto del '76.

«Sono in una zona estremamente sicura. Siamo tranquilli», ha concluso. Turisti e pendolari delle vacanze non si sono fatti scoraggiare dalle scosse e dunque non hanno cambiato i programmi per il fine settimana: sin dalla mattina presto in tanti erano già in fila per raggiungere il lago di Cavazzo, in cerca di refrigerio sulle sue sponde balneabili.