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Udine, il caos delle multe a chi entrava nella Ztl: ecco cosa non ha funzionato

Si va dalla registrazione errata delle targhe alle mancate comunicazioni ai residenti. Intanto il conto delle sanzioni è salito a 35 mila: 2,6 milioni se saranno tutte confermate

UDINE. Un numero preciso ancora non c’è, ma con gli ultimi aggiornamenti pare che le multe per chi ha varcato, in teoria senza poterlo fare, i confini della Zona a traffico limitato, abbiano superato quota 35 mila, più di un udinese su tre. Un’enormità.

Ogni giorno dal 4 aprile, quando sono state attivate le telecamere, al 31 luglio, quando l’attuale amministrazione ha sospeso i controlli riaprendo al traffico il cuore del centro, sono stati staccati circa 300 foglietti rosa virtuali c ...

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UDINE. Un numero preciso ancora non c’è, ma con gli ultimi aggiornamenti pare che le multe per chi ha varcato, in teoria senza poterlo fare, i confini della Zona a traffico limitato, abbiano superato quota 35 mila, più di un udinese su tre. Un’enormità.

Ogni giorno dal 4 aprile, quando sono state attivate le telecamere, al 31 luglio, quando l’attuale amministrazione ha sospeso i controlli riaprendo al traffico il cuore del centro, sono stati staccati circa 300 foglietti rosa virtuali che poi si sono trasformati in multe reali recapitate direttamente a casa.

Reali e tutt’altro che economiche visto che la sanzione è di 81 euro (con pagamento in forma ridotta del 30% entro 5 giorni l’importo si riduce a 56,70) a cui si aggiungono 20 euro di spese di procedimento e notifica.

Il che significa che nelle casse del Comune di Udine dovrebbero entrare dai 2,6 agli oltre 3 milioni di euro, più della media annuale di circa 2 milioni registrata nell’ultimo periodo al comando di via Girardini. E in soli 4 mesi.



Numeri che se da un lato hanno confermato la presenza di un malcostume diffuso, dall’altro hanno evidenziato che nei controlli non tutto ha funzionato a dovere. Perché tra i tanti multati sono finiti anche residenti e commercianti autorizzati.

A chiarire cosa non sia andato per il verso giusto sarà probabilmente la prefettura che insieme alle associazioni dei consumatori, alla polizia locale, all’avvocatura del Comune e all’Uti è al lavoro per trovare una soluzione che eviti l'annunciata pioggia di ricorsi.

L’ipotesi è al momento quella di cancellare le multe per alcune tipologie di infrazione (come chi è entrato fino a cinque minuti prima del consentito) o di utenti (per esempio i residenti autorizzati all’accesso che non avevano comunicato la targa per la registrazione). Ma perché si è arrivati fino a questo punto?



Per capirlo abbiamo ricostruito tutti i passaggi che hanno portato all’installazione delle telecamere cosiddette intelligenti. A volerle è stata la precedente amministrazione, quella guidata dal centrosinistra. L’obiettivo era quello di evitare gli ingressi abusivi nel cuore del centro.

Nel 2016 le multe per sosta non autorizzata all’interno della Zona a traffico limitato, erano state 3.567, quasi 10 al giorno. Tanto che l’ex assessore alla Mobilità, Enrico Pizza parlava di Ztl colabrodo.

E il timore che in realtà gli ingressi fossero molti di più è stato confermato dai primi rilevamenti: quando sono state attivate, le telecamere hanno registrato più di 2 mila passaggi al giorno compresi però i mezzi autorizzati. Per consentire alle telecamere di distinguere tra i mezzi autorizzati e i “furbetti” era ovviamente necessario inserire le targhe dei veicoli dotate di permesso.

E lì sono iniziati i primi guai che incredibilmente non sono emersi negli oltre due mesi di sperimentazione decisi dal Comune di Udine, ma solo dopo l’attivazione delle multe automatiche, avvenuta il 4 aprile.

Il primo giorno gli occhi elettronici hanno registrato 1.348 ingressi e di questi solo 377 sono risultati in regola, ma è poi stato accertato che in realtà molti veicoli autorizzati non erano stati registrati correttamente. Una scoperta “tardiva” visto che i varchi erano attivi dal 15 gennaio e ci sarebbe stato tutto il tempo per sistemare le cose prima di far partire le multe.

Non solo. Un’altra criticità riguarda la mancata comunicazione ai possessori dei pass. Dal comando di via Girardini non è partita nessuna lettera, così in molti non hanno registrato le targhe nel nuovo sistema, operazione che - secondo le associazioni dei consumatori - i vigili avrebbero anche potuto fare in automatico senza scaricare sui cittadini questa incombenza.

Tanti automobilisti hanno poi denunciato che al numero del comando cui ci si deve rivolgere per ottenere i pass temporanei non rispondeva nessuno. E Cittadinanza attiva sta anche verificando se è stata rispettata la distanza prevista dalla legge per la cartellonistica. Tutti aspetti finiti sotto la lente della Prefettura.

A complicare ulteriormente le cose sono stati il “passaggio di consegne” tra Comune e Uti, che al momento ha ancora la gestione della polizia locale, e le elezioni che hanno portato l’ex sindaco Furio Honsell a lasciare prima della scadenza del mandato Palazzo D’Aronco e di conseguenza, la presidenza dell’Uti.

Così il “referente” politico della comandante Fanny Ercolanoni a un certo punto è stato il sindaco di Campoformido, Monica Bertolini che aveva la delega alla polizia e poi si è dimessa lasciando il caos multe e telecamere nelle mani dell’attuale presidente dell’Uti, il sindaco di Tavagnacco, Gianluca Maiarelli.

Mentre nell’assemblea dell’Uti siede il sindaco di Udine Pietro Fontanini che anche per il caso multe ha preferito sospendere il funzionamento delle telecamere.