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Lignano, disabile striglia Balotelli per l’accesso ostruito: «Ci vuole rispetto»

Una donna di San Daniele bloccata all’uscita della spiaggia. «Che abbia una Ferrari o un’utilitaria resta un maleducato»

LIGNANO. «Già arrivare in spiaggia è un’impresa, tra sabbia, passerelle mancanti e altre mille difficoltà, ci manca solo un cafone che parcheggia in quella maniera. Che abbia una Ferrari o un’utilitaria per me fa lo stesso: rimane un maleducato».

A parlare è una disabile cinquantenne di San Daniele che, domenica, come tutti i fine settimana, ha raggiunto la spiaggia di Duke, accanto al camping Pino Mare di Lignano Riviera, al cui ingresso Mario Balotelli aveva parcheggiato la sua Ferrari gial ...

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LIGNANO. «Già arrivare in spiaggia è un’impresa, tra sabbia, passerelle mancanti e altre mille difficoltà, ci manca solo un cafone che parcheggia in quella maniera. Che abbia una Ferrari o un’utilitaria per me fa lo stesso: rimane un maleducato».

A parlare è una disabile cinquantenne di San Daniele che, domenica, come tutti i fine settimana, ha raggiunto la spiaggia di Duke, accanto al camping Pino Mare di Lignano Riviera, al cui ingresso Mario Balotelli aveva parcheggiato la sua Ferrari gialla, scatenando la polemica.



«Ho un cagnolino di pochi mesi che io e mio marito portiamo con noi al mare e l’unica struttura per me accessibile è la spiaggia di Duke, proprio accanto al camping, che raggiungevo comunque con fatica per la mancanza di percorsi agevoli - spiega la disabile -: il personale è gentilissimo e martedì mattina mi hanno chiamato per autorizzarmi a entrare dal campeggio, che è più agevole».

Per l’ingresso in spiaggia, domenica mattina, non c’è stato alcun problema, ma al momento dell’uscita sono comparse le difficoltà a causa del parcheggio dell’auto di Super Mario: «Tutti non facevano che parlare di questa Ferrari, ma non ci avevo fatto caso finché non me la sono trovata di fronte – racconta – : per riuscire a passare la mia sedia è scivolata dal gradino del pavimento sulla sabbia e alcune persone hanno dato una mano a mio marito per farmi risalire sulle piastrelle.

Se fossi stata sola non sarei riuscita a superare l’ostacolo». La donna racconta anche di aver chiesto di far spostare l’auto e che un gruppo di persone si è fermato a guardare, dimostrandole solidarietà. L’immagine, girata sui social e che ha raggiunto molte condivisioni e registrato decine di commenti, precisa, è stata scattata dalla parte opposta rispetto a quella da cui proveniva, dopo la fatica di essere risalita sul pavimento.

«Ho deciso di farmi fotografare accanto all’auto e postare l’immagine perché sono stanca di subire soprusi – sono ancora le sue parole – : da tre anni mi trovo in questa condizione e sono molto arrabbiata per la poca sensibilità e rispetto che dimostrano molte persone fregandosene di chi, come me, ha difficoltà».