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Slitta di un anno il rimborso per i danni del maltempo Gli agricoltori non ci stanno

IL CASOSlitta di un anno il rimborso per i danni alle colture subiti dalle imprese agricole della Bassa friulane e dell’intero Friuli a seguito del nubifragio del 10 agosto 2017 e le aziende agricole...

IL CASO



Slitta di un anno il rimborso per i danni alle colture subiti dalle imprese agricole della Bassa friulane e dell’intero Friuli a seguito del nubifragio del 10 agosto 2017 e le aziende agricole accusano pesantemente il colpo.

Il Consiglio dei Ministri il 24 luglio ha prorogato di un anno lo stato di emergenza a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno devastato il 10 agosto 2017 il Friuli in particolar modo le coltivazioni della Bassa friulana creando 134 milioni di dann ...

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IL CASO



Slitta di un anno il rimborso per i danni alle colture subiti dalle imprese agricole della Bassa friulane e dell’intero Friuli a seguito del nubifragio del 10 agosto 2017 e le aziende agricole accusano pesantemente il colpo.

Il Consiglio dei Ministri il 24 luglio ha prorogato di un anno lo stato di emergenza a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno devastato il 10 agosto 2017 il Friuli in particolar modo le coltivazioni della Bassa friulana creando 134 milioni di danni. Lo slittamento è stato motivato dal fatto che «l’emergenza non può ritenersi conclusa» e così il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha “proposto” la proroga di dodici mesi dello stato emergenziale.

Preoccupazione per il provvedimento viene ora espressa da Valentino Targato, presidente Copagri Fvg, che polemicamente si chiede «come mai la giunta regionale non ha informato le associazioni di categoria e quanti hanno subito i danni e con mezzi propri ha rimesso in piedi l’attività in attesa di ricevere i rimborsi promessi dal Governo Gentiloni il 14 agosto 2017». «Forse – prosegue – la Regione non sa del Decreto di proroga? Se così fosse la cosa sarebbe molto grave. Gli agricoltori non possono essere trattati così. Copagri Fvg , le aziende agricole, e anche i sindaci che si sono adoperati e hanno messo a disposizione il personale per la raccolta delle segnalazioni dei privati aspettano risposte immediate».

La Bassa friulana venne colpita da un vero e proprio tornado del quale, a farne le spese maggiori, furono i comuni di Porpetto (in particolare le frazioni di Pampaluna, Corgnolo e Castello), San Giorgio di Nogaro, Carlino (San Gervasio), Castions di Strada, Muzzana del Turgnano e anche Pocenia. Ma anche il Medio Friuli (da Codroipo a San Vito al Tagliamento al Basso Pordenonese) subì danni ingenti. Vitigni divelti, alberi da frutto e pioppeti devastati, colture cerealicole distrutte, senza contare le coltivazioni di verdura andate completamente perdute. Solo in questi territori furono un centinaio le imprese colpite con danni per circa 50 milioni. La Regione Fvg chiese al presidente del consiglio dei Ministri lo Stato di calamità nazionale e il conseguente stanziamento delle necessarie risorse vista la gravità del fenomeno i cui danni ammontavano a circa 134 milioni di euro: di questi 40 milioni erano quelli subiti dall’agricoltura (con 600 ettari di terreni coinvolti).