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Ursig: «Clima difficile tra sindaco e personale» Pozzo: «Non mi risulta»

PASIAN DI PRATO«Un clima difficile e preoccupante». Così il consigliere Giorgio Ursig (Gruppi Civici) si esprime rispetto alla situazione del personale dipendente dell’amministrazione, riferendosi in...

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«Un clima difficile e preoccupante». Così il consigliere Giorgio Ursig (Gruppi Civici) si esprime rispetto alla situazione del personale dipendente dell’amministrazione, riferendosi in particolare ai segretari comunali cambiati nel giro di quattro anni. A questo si aggiungono «i recenti trasferimenti di almeno tre dipendenti di lungo corso che hanno preferito optare per nuove sedi lavorative o anticipare a proprie spese il pensionamento e la volontà di molti altri di trovare a ...

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«Un clima difficile e preoccupante». Così il consigliere Giorgio Ursig (Gruppi Civici) si esprime rispetto alla situazione del personale dipendente dell’amministrazione, riferendosi in particolare ai segretari comunali cambiati nel giro di quattro anni. A questo si aggiungono «i recenti trasferimenti di almeno tre dipendenti di lungo corso che hanno preferito optare per nuove sedi lavorative o anticipare a proprie spese il pensionamento e la volontà di molti altri di trovare al più presto soluzioni lavorative alternative».

Ursig sostiene che la «riorganizzazione degli uffici ha determinato ulteriori criticità, soprattutto per «la novità, discutibile, dell’istituzione di un ufficio di staff per il sindaco di cui molti non avvertivano necessità. Il personale – ritiene Ursig – va nuovamente motivato, affiancato e sostenuto dalla componente politica a cui va ascritto il compito di formulare chiari indirizzi operativi per una efficace azione amministrativa». Secca la replica del primo cittadino Andrea Pozzo, che tiene a precisare e scacciare le “accuse” rivolte: «A parte le lamentele di alcuni dipendenti per le centinaia di lettere che Ursig ha indirizzato agli uffici rallentandone i lavori, non mi risultano criticità. Perché Ursig tace sui dipendenti che hanno scelto di venire a lavorare a Pasian di Prato, sostituendo i pensionati? Le sue parole sono demagogia unita, in questo caso, a una buona dose di caldo ferragostano: mi spiace per lui, ma appigliarsi a una mobilità e qualche pensionamento per dire che ci sono criticità significa non sapere più a cosa aggrapparsi per fare polemica. Resta invece aperto il problema dei limiti nelle assunzioni, tema che riguarda tutti i Comuni e non certo Pasian di Prato». —

G. Z.