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Cacciatore scivola e muore dopo un volo di 30 metri

La vittima è Gino Marmai, 66 anni, di Villa Santina, caduto sul sentiero per Fleons É accaduto durante una battuta in montagna in compagnia di un amico

forni avoltri

È precipitato per una trentina di metri mentre camminava in montagna durante una battuta di caccia. A trovare il corpo privo di vita di Gino Marmai, 66 anni di Invillino, una frazione di Villa Santina, è stato Jack, l’Australian kelpie di uno dei gruppi cinofili del Soccorso alpino e speleologico.

Le ricerche sono scattate ieri mattina tra la Cava di Marmo e il sentiero che conduce alla stretta di Fleons, dopo che l’amico che doveva partecipare a una battuta di caccia assieme a ...

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forni avoltri

È precipitato per una trentina di metri mentre camminava in montagna durante una battuta di caccia. A trovare il corpo privo di vita di Gino Marmai, 66 anni di Invillino, una frazione di Villa Santina, è stato Jack, l’Australian kelpie di uno dei gruppi cinofili del Soccorso alpino e speleologico.

Le ricerche sono scattate ieri mattina tra la Cava di Marmo e il sentiero che conduce alla stretta di Fleons, dopo che l’amico che doveva partecipare a una battuta di caccia assieme a lui, non vedendolo arrivare, ha dato l’allarme.

I due cacciatori ieri avevano programmato di trascorrere insieme una giornata sui monti di Forni Avoltri per la caccia di selezione al cervo.

Erano partiti nella notte di martedì armati di fucile e munizioni per cacciare i cervi. La caccia di selezione permette di abbatterei capi all’alba o al tramonto, ma dopo una mattinata infruttuosa i due si sono divisi. Mentre un primo cacciatore è sceso a valle, Marmai ha deciso di fare un’ultima ispezione sul versante della montagna a ridosso della cava di Marmo di Pierabeck lungo il sentiero che conduce alla stretta di Fleons, una zona nella quale sperava di trovare qualche esemplare.

I due amici si erano dati appuntamento nel piazzale della cava di marmo, dove avevano lasciato la loro automobile, ma il tempo è trascorso senza che di Marmai si avessero più notizie.

Verso le 9, non vendendolo sopraggiungere, l’amico si è allarmato e ha richiesto l’intervento del soccorso alpino.

A rispondere alla chiamata sono stati i volontari del Cnsas di Forni Avoltri e i tecnici della Guardia di finanza di Tolmezzo, i carabinieri di Forni Avoltri e i vigili del fuoco della città carnica.

Alle operazioni di ricerca ha partecipato anche una unità cinofila. Ed è stato proprio uno dei cani, Jack, a fiutare le tracce dello scomparso, avvisando così i soccorritori che si trovavano a monte della zona in cui si trovava il corpo, non distante dalla pista forestale contrassegnata con il segnavia Cai 140, a quota m 1.100, oramai senza vita di Gino Marmai.

Constatato il decesso, l’uomo è stato sistemato su una barella e calato per diverse decine di metri sino a fondovalle, quindi trasportato a spalla per 200 metri sino al piazzale della cava di marmo dove era già giunto il personale delle pompe funebri.

La salma è stata composta nella camera mortuaria del cimitero di Forni Avoltri e messa a disposizione della famiglia in quanto la dinamica della disgrazia non lascia dubbi. La notizia si è diffusa in breve tempo in paese.

Resta da capire quale sia la causa della caduta, se quindi si sia trattato di un tragico incidente o se la caduta sia stata la conseguenza di un malore. La notizia ha destato commozione nella frazione di Villa Santina, dove Gino abitava in Via Stati Uniti d’America con la moglie Luisa. Attualmente era pensionato, dopo una vita trascorsa a lavorare per l’Enel nella centrale di Somplago di Cavazzo Carnico. Lascia, oltre alla moglie, due figli: Luca e Nadia. —