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La Regione tende la mano: «Pronti a sostenere il Gortani»

L’annuncio dell’assessore regionale Gibelli in un incontro a palazzo Campeis Un presidio di cittadini con cartelli di protesta ha accolto la delegazione regionale

TOLMEZZO

«La Regione è disponibile a sostenere un piano di rilancio a lungo termine del Gortani». Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, al termine della riunione a palazzo Campeis con il cda della fondazione Museo carnico e con il sindaco di Tolmezzo e presidente dell’Uti della Carnia, Francesco Brollo. Scopo dell’incontro era chiarire lo stato di salute finanziario-amministrativo del polo museale oggi gestito dalla Fondazione Gortani. Con Gibelli c’era a ...

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TOLMEZZO

«La Regione è disponibile a sostenere un piano di rilancio a lungo termine del Gortani». Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, al termine della riunione a palazzo Campeis con il cda della fondazione Museo carnico e con il sindaco di Tolmezzo e presidente dell’Uti della Carnia, Francesco Brollo. Scopo dell’incontro era chiarire lo stato di salute finanziario-amministrativo del polo museale oggi gestito dalla Fondazione Gortani. Con Gibelli c’era anche l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, entrambe concordi nel considerare imprescindibile il rilancio del museo che rappresenta «una realtà culturale, storica, artistica ed etnografica di riferimento per tutta la Carnia e per l’intero Fvg». «Abbiamo accertato quanto già auspicavamo, ovvero la volontà comune di tutti i soggetti al tavolo di rilanciare, sviluppare e ampliare il raggio di attività del Gortani», ha detto Gibelli, aggiungendo: «Metteremo a disposizione le risorse e faremo un ragionamento complessivo sulla nuova configurazione del Gortani in tutti i suoi aspetti». Zilli auspica «che il Gortani possa divenire polo culturale strategico capace di portare la storia, le tradizioni e la cultura del popolo carnico e friulano a conoscenza del più vasto pubblico possibile».

Ad attendere l’arrivo di Gibelli e Zilli, c’era ieri un presidio di cittadini capitanati da Franceschino Barazzutti e riunitisi in un picchetto di una quindicina di persone, a difesa del Museo e attorniati da vari cartelli, uno dei quali, “Al Museo contributi adeguati non elemosine” , ha attirato l’attenzione di Gibelli. «Vuol dire che considerate elemosina 400 mila euro in cinque anni?» ha chiesto, entrando al Museo, facendo intendere l’approfondimento in corso. Altri cartelli erano rivolti un po’alle istituzioni e un po’ agli stessi carnici: “Cjargnel –balòn +cultura +interes pa tô tjera o resterai senza mudantes”, ” Per il Museo sostegni finanziari certi puntuali da Regione dai Comuni”, ” Nel museo vive tutta la Carnia, che deve...vivere!” , “Basta! Dopo il tribunale, ora il Museo? Vergogna”. Nel presidio di cittadini diversi hanno espresso la necessità assoluta di un intervento pubblico che salvi il museo, ma anche di piano per il suo rilancio. Per un giovane carnico che per lavoro vive a Innsbruck, ma torna appena può: «Va salvato e valorizzato – dice – andrebbero creati eventi, andrebbero colti gli stimoli che possono arrivare dai paesi della Carnia. Il museo per valorizzarsi come punto di riferimento della cultura carnica deve legarsi al territorio. A Innsbruck c’è un bellissimo museo delle arti popolari molto attento all’aspetto didattico. Io il museo carnico l’ho visto per la prima volta da adulto». Non basta per lui la proposta che chiede a tutti i carnici di andare al museo per salvarlo: «In un museo ci torni se c’è un evento o una novità che ti induca a farlo. E serve appunto un maggiore legame col territorio di questo museo così importante. È necessario il sostegno pubblico, ma serve anche una svolta, bisogna innovare, utilizzare il passato per proiettarlo sul futuro, come ha ben proposto il Comitato di Socchieve sulla rassegna carnica dell’artigianato». —