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Apre un'azienda e salva il borgo "fantasma": Clap ha il suo alpino-eroe

Luca Pantanali è rimasto affascinato 12 anni fa del piccolo paese e ha deciso di trasferirsi con la moglie e il figlio aprendo un'azienda agricola. Un gesto meritevole che gli è valso il premio "eroe della montagna" dell’Ana

FAEDIS. Dodici anni fa Luca Pantanali era arrivato a Clap, un borgo di poche case a due chilometri da Canebola, e aveva scoperto uno splendido ma dimenticato balcone naturale sul Friuli. Dimenticato perchè dai 200 abitanti degli anni Cinquanta si era scesi a due soli residenti. Ma non si è fermato, ha deciso di dare a quel luogo magico l’opportunità di rinascere e oggi, dopo avere ristrutturato con grande volontà e con un cantiere durato ben sette anni il grande fabbricato che sorge a monte ...

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FAEDIS. Dodici anni fa Luca Pantanali era arrivato a Clap, un borgo di poche case a due chilometri da Canebola, e aveva scoperto uno splendido ma dimenticato balcone naturale sul Friuli. Dimenticato perchè dai 200 abitanti degli anni Cinquanta si era scesi a due soli residenti. Ma non si è fermato, ha deciso di dare a quel luogo magico l’opportunità di rinascere e oggi, dopo avere ristrutturato con grande volontà e con un cantiere durato ben sette anni il grande fabbricato che sorge a monte della piazzetta, vi conduce un’azienda agricola con una quarantina di pecore, quattro maiali, tre asini e un centinaio di conigli.

Chi arriva a Clap, grazie a questa attività, può pernottare, degustare piatti freddi e servirsi del punto vendita aziendale. Luca, la compagna Stefania e il figlio Samuele sono oggi gli unici residenti fissi di Clap, ma sicuramente l’esempio è servito e, negli ultimi anni, sono state acquistate qui diverse seconde case, realizzando un vero piccolo miracolo di rinascita nella montagna friulana.

Premiato Luca Pantanali, l'alpino che ha "salvato" Clap


Originario di Zugliano, Luca ha 39 anni. Aveva lavorato in ferramenta con il padre, prima di accettare questa impegnativa sfida e trasferirsi a Clap, dove all’epoca viveva una sola coppia e dove qualche anno dopo è stato raggiunto da Stefania. «È una scelta di vita che nasce da lontano – sorride Luca – una passione che avevo fin da bambino per gli animali e la natura. Sicuramente anche il servizio militare (svolto a Bolzano come alpino paracadutista, plotone mortai, ndr) mi ha fatto conoscere meglio e amare di più la montagna. È una scelta di vita che ho deciso di fare perché mi piace l’ambiente selvatico, l’essere fuori da una società diventata un po’ difficile».

Crescere qui un bambino – con il nuovo anno saranno due – è un’esperienza «bellissima, unica», che farà superare ai genitori, quando il piccolo inizierà l’asilo, anche la fatica di portarlo ogni giorno in auto fino a fondovalle. «Quello che nostro figlio può ricevere qui – spiega ancora Pantanali – è qualcosa di grandissimo: la possibilità di vivere, di conoscere, di prendere un’energia particolare che nella società di oggi è quasi scomparsa».

Per premiare questa bella storia, l’Ana nazionale ha scelto di conferire proprio a Luca Pantanali il prestigioso premio “Fedeltà alla montagna”. Nel Faedese, è attesa la pacifica invasione di migliaia di alpini e simpatizzanti da tutta Italia. «Questo premio è una grande soddisfazione – ha concluso con orgoglio Luca – che, se vogliamo, ripaga un po’ di tutti i sacrifici fatti. È un premio che mi onora, ma lo condivido con tutte le persone che, come me, scelgono di vivere in montagna e dedicano la vita, con sacrificio, a mantenere vivi dei posti che altrimenti sarebbero abbandonati per sempre. Ringrazio la mia famiglia, tutti gli alpini e tutte le persone che mi hanno sempre sostenuto e in questi giorni hanno dedicato tutto il loro tempo perché la festa riesca al meglio».

Il presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, ha rivolto un plauso a Luca Pantanali «per aver voluto, con un atto di coraggio ma anche di passione, ridare vita a un piccolo borgo, Clap, abbandonato dal lontano 1976, quando era stato quasi totalmente raso al suolo dal terremoto». —