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Le guardie mediche all’Aas 2: «Date a noi i Codici bianchi»

La ricetta dei medici di continuità assistenziale per disintasare i Pronto soccorso Ma sale la temperatura del confronto con il direttore generale dell’Aas, Poggiana 



Una proposta: impiegare i medici di continuità assistenziale in ambulatori dedicati ai Codici bianchi (quelli non gravi), sulla base di specifica contrattazione, dando supporto diretto ai Pronto Soccorso.

A formularla le Guardie mediche stesse, ben consapevoli del cronico problema di sovraffollamento delle astanterie. La proposta fa parte di una lunga controreplica. I medici di continuità assistenziale (ex Guardie mediche) non ci stanno, infatti, a rimanere con il cerino acceso in mano. E ris ...

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Una proposta: impiegare i medici di continuità assistenziale in ambulatori dedicati ai Codici bianchi (quelli non gravi), sulla base di specifica contrattazione, dando supporto diretto ai Pronto Soccorso.

A formularla le Guardie mediche stesse, ben consapevoli del cronico problema di sovraffollamento delle astanterie. La proposta fa parte di una lunga controreplica. I medici di continuità assistenziale (ex Guardie mediche) non ci stanno, infatti, a rimanere con il cerino acceso in mano. E rispondono pan per focaccia al dg dell’Aas Bassa Friulana-Isontina, Antonio Poggiana.

Importante la premessa. Di servizio. «Noi medici di continuità assistenziale (Mca) rassicuriamo innanzi tutto i cittadini: continuiamo ad essere presenti tutte le notti 365 giorni all’anno e tutte le domeniche, i festivi ed i prefestivi, siamo contattabili al telefono e veniamo a visitare a domicilio in caso di necessità. Per quanto riguarda le dichiarazioni del direttore generale Poggiana, puntualizziamo che le informazioni da noi fornite non erano imprecise e scorrette, come afferma il dg. La sospensione della parte variabile (trasformata da indennità a obiettivo per indagine della Corte dei Conti) è stata eseguita senza preavviso e contrattazione sindacale precedente, all’Aas 2. L’accordo aziendale (Aia) firmato il 29 marzo scorso non prevedeva gli ambulatori né le visite ai non residenti: obiettivo invece proposto fin da subito dai sindacati, anche per giustificare il “pregresso”, la cui richiesta era stata prospettata a tutti le Guardie mediche tramite raccomandata (cifre di migliaia di euro da restituire!)».

I medici rincarano: «La proposta di riaprire gli ambulatori, di fine aprile, prevedeva incombenze ulteriori oltre al registro elettronico “imposto”, senza una effettiva normazione degli ambulatori, né in termini di orari né di eventuali compensi realistici». Danno però atto all’Aas 2 dell’inizio dei pagamenti della quota obiettivo, che, però, «non sono ancora stati erogati a tutti i colleghi ed alcuni, anzi, sono stati esclusi per motivazioni al quanto discutibili» e ammettono anche il passo avanti dell’intesa per la guardia medica turistica di Grado e Lignano, «benché i non residenti (turisti/lavoratori/universitari) andrebbero normati per tutto l’ambito della Aas (Gorizia, Cormons, Monfalcone, Grado, Palmanova, Cervignano del Friuli, Latisana, San Giorgio di Nogaro) e per tutto l’anno, seguendo disposizione regionale (Accordo integrativo regionale)».

«Siamo lieti di sapere che la continuità assistenziale (ex Guardia medica) sia finalmente nell’interesse dell’amministrazione e siamo sempre disponibili al dialogo e alle proposte condivise con noi medici di categoria e con i sindacati che ci rappresentano. Auspichiamo inoltre, insieme al dg Poggiana, in futuri accordi regionali che possano uniformare le regole organizzative del servizio stesso e normare i punti critici principali, nell’ottica di un miglioramento del servizio, ed in particolare: rinforzo delle attività ambulatoriali dei medici di continuità assistenziale (Mca), che aiuterebbero ad affrontare le varie emergenze stagionali (caldo in estate, influenzali in inverno); attivazione dell’istituto contrattuale della reperibilità (art. 71 Acn)». —