Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

In Fvg prima vendemmia con i nuovi voucher: troppi vincoli, i buoni fanno flop

Viaggio nelle aziende Forchir di Camino e Ermacora a Ipplis. I produttori: «Con più di otto dipendenti non si possono usare». E con la raccolta meccanizzata nessun lavoratore “a chiamata”



È già tempo di vendemmia in Friuli. E questa è la prima con i voucher introdotti dal Decreto Dignità. Ci sono però dei vincoli: possono essere utilizzati fino a 10 giorni dalla loro emissione dalle imprese agricole - e dalle strutture ricettive - con non più di 8 dipendenti (per gli altri settore è 5 il limite di dipendenti).


I voucher

 

E così, le aziende più grandi devono ricorrere ai contratti stagionali che rispondono meno alle loro esigenze. L’ottimismo, comunque, non manca. Anche dopo que ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter



È già tempo di vendemmia in Friuli. E questa è la prima con i voucher introdotti dal Decreto Dignità. Ci sono però dei vincoli: possono essere utilizzati fino a 10 giorni dalla loro emissione dalle imprese agricole - e dalle strutture ricettive - con non più di 8 dipendenti (per gli altri settore è 5 il limite di dipendenti).


I voucher

 

E così, le aziende più grandi devono ricorrere ai contratti stagionali che rispondono meno alle loro esigenze. L’ottimismo, comunque, non manca. Anche dopo questi due giorni di maltempo che non hanno causato particolari danni. «L’uva è perfetta» dicono i produttori. L’estate calda ne ha anticipato la maturazione.


Tra voucher e tradizioni di famiglia, ecco la vendemmia in Friuli


E la raccolta è già partita, alcuni giorni fa. Quest’anno sarà la 34esima per la famiglia Bianchini che gestisce l’azienda Forchir a Camino al Tagliamento, e la 55esima per Luciano Ermarcora, alla guida assieme al fratello Dario, dell’azienda a Ipplis di Premariacco.

 

La raccolta


Questione di passione. Ma non solo. Di studio, di lavoro, di ricerca per trovare il giusto equilibrio tra tradizione e innovazione. Di saperi, di mani «sagge» che conoscono i prodotti e i terreni. Questione di famiglia. Ecco che cosa accomuna le due imprese. A diversificarle, invece, è il metodo di raccolta, completamente meccanizzata da Forchir, manuale, e supportata solo in parte dall’utilizzo di una vendemmiatrice, da Ermacora.





«Il periodo della vendemmia, è quello più atteso in azienda, quando finalmente nell’aria si sente profumo di vino». Giulia Bianchini, 36 anni, è la figlia di Gianfranco che nel 1984 ha preso il testimone dell’impresa dai nobili Forchir di cui era stato consulente. È lei ad accoglierci nella nuova cantina inaugurata solo un paio di mesi fa a Camino al Tagliamento.


Ed è da qui che inizia il nostro viaggio. Sono da poco passate le 9. Un trattore con il suo carico d’uva sta rientrando dalla campagna. «La vendemmia è meccanizzata – spiega – e questo ci permette di avere l’uva in cantina a km zero e in breve tempo consentendo di mantenerla fresca e sana».
 



 

La lavorazione


«Noi utilizziamo – prosegue – due macchine vendemmiatrici semoventi che scuotono i filari e asportano gli acini e la vendemmia è per lo più notturna». La tecnologia, qui, è al servizio della natura. «Sì – continua Giulia – perché ci consente di avere un prodotto il più naturale possibile.
 

È uno strumento che affianca il rispetto dei ritmi della terra, della vite e del vino. Utilizziamo inoltre in tutti i vigneti l’ala gocciolante interrata, che “sente” quando il terreno si sta seccando troppo e consente di umidificarlo senza sprechi d’acqua».





La raccolta da Forchir - 230 ettari di superficie vitata tra Camino e Spilimbergo con una produzione di 1,2 milioni di bottiglie – è iniziata lo scorso 12 agosto con i vitigni resistenti alle malattie. Per poi procedere con il Moscato, il Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay, Prosecco e, a fine settembre, coi vini rossi.


Non vengono assunti stagionali né sono mai stati utilizzati voucher. «Abbiamo una ventina di dipendenti che vengono impiegati tutto l’anno per la manutenzione del vigneto» spiega Giulia alla guida della jeep a bordo della quale ci porta a vedere le vigne. Lo si vede il suo entusiasmo, l’orgoglio di condividere il lavoro con il papà Gianfranco («lui conosce centimetro per centimetro ogni filare»).





Lo stesso orgoglio che ritroviamo nel cuore dei Colli orientali del Friuli, a Ipplis di Premariacco, dalla famiglia Ermacora. Qui il vino nasce nel modo più naturale, vendemmiando ancora con le mani e lavorando secondo le tradizionali tecniche di vinificazione.


«In ogni bottiglia c’è un vino autentico e rappresentativo dei valori del territorio» spiega Luciano in cantina. Sono 24 le persone impiegate nella raccolta per la quale viene utilizzata - ma solo in alcune zone - la vendemmiatrice.
 

Il personale
 

«Abbiamo più dipendenti di quelli previsti dal decreto dignità per poter utilizzare i voucher e dunque questo strumento, molto più adatto alle esigenze nostre e dei lavoratori, non lo possiamo usare e dobbiamo ricorrere ai contratti» spiega Dario.


«La raccolta sta andando bene – prosegue – e abbiamo recuperato la produzione rispetto al 2017, di circa un 15-20 per cento. Per il momento il maltempo non ci ha fatto brutti scherzi con la grandine, speriamo continui così». Si è partiti con la raccolta di Sauvignon, poi Pinot Grigio e si procederà con Chardonnay, Friulano, Ribolla e i rossi.
 


 

«Sa qual è il vero problema – continua – è che si fa sempre più fatica a trovare del personale e quindi per questo dobbiamo ricorrere anche alla macchina. Manca, rispetto al passato, sopratutto tra i giovani, lo spirito di sacrificio. I tempi sono cambiati. Resta lo zoccolo duro dei pensionati e delle casalinghe, ma i ragazzi non sono molto volenterosi».


Nei 69 ettari dell’azienda ogni anno si producono circa 220 mila bottiglie. La raccolta continua. Il vino friulano raggiungerà anche i mercati esteri. Dietro a ogni bottiglia una storia. Di famiglia e di territorio. «Un vino è più buono se ci metti la passione». Eccolo il segreto.