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Dipinge in piazza San Marco: i vigili cacciano da Venezia il pittore con casa a Faedis

L’artista inglese Howard non aveva i permessi richiesti dal Comune. A raccontare l’episodio la moglie Dora: Ken ci è rimasto molto male

VENEZIA. Dev’esserci anche il divieto di dipingere, tra i tanti introdotti di recente a piazza San Marco a Venezia per contrastare il turismo cafone. Solo che, stavolta, a farne le spese è un pittore di fama internazionale, che da cinquant’anni va in quella piazza da Londra con pennelli e cavalletto.

È successo a Ken Howard, 86 anni, che negli anni ha stretto un forte legame con Udine tanto da ritrarre piazza San Giacomo e la loggia del Lionello in due tele poi esposte alla Friends Room della ...

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VENEZIA. Dev’esserci anche il divieto di dipingere, tra i tanti introdotti di recente a piazza San Marco a Venezia per contrastare il turismo cafone. Solo che, stavolta, a farne le spese è un pittore di fama internazionale, che da cinquant’anni va in quella piazza da Londra con pennelli e cavalletto.

È successo a Ken Howard, 86 anni, che negli anni ha stretto un forte legame con Udine tanto da ritrarre piazza San Giacomo e la loggia del Lionello in due tele poi esposte alla Friends Room della Royal Academic of Art. Assieme alla moglie, la friulana Dora Bertolutti, originaria di Faedis dove ha ancora una casa, va regolarmente a Venezia.

È sabato quando Howard decide di uscire a dipingere. Si sistema in riva degli Schiavoni ma il tempo si fa minaccioso. Resta qualche minuto, poi comincia a piovere. Decide di spostarsi in piazza San Marco.

Lì, sotto l’ala napoleonica delle Procuratie, c’è la sua “mattonella”. Basilica sullo sfondo, campanile a destra: è quella la sua visuale preferita della piazza.

È un habitué e in tanti, ormai, lo riconoscono. Per Howard, Venezia è un appuntamento fisso: la dipinge al cambiare di ogni stagione. Passano pochi minuti e viene avvicinato da due vigili.

«Sono intervenuti e gli hanno detto che lì non poteva stare – spiega la moglie –. Ha cercato di resistere, di spiegare le sue ragioni ma non c’è stato verso. L’hanno fatto alzare e andare via. Mio marito ha 86 anni, per lui è una fatica smontare l’attrezzatura. Ci è rimasto male».

Ogni anno, racconta Dora, il marito va a Venezia assieme a un gruppo di amici-pittori di tutto il mondo alla ricerca di sfumature di colore che solo quella città sa offrire. Ma, con ciò che è successo, come si fa adesso a dipingere per strada?

«Finora non c’erano mai stati problemi. Non so se siano regole per la sicurezza. Certo è che adesso è cambiata la musica». Perché la lotta al degrado sembra non guardare in faccia nessuno. Nemmeno chi dipinge Venezia da cinquant’anni: «Sì, ci torneremo. Ma questa vicenda ci ha lasciato grande rammarico» conclude Dora.

«Le regole ci sono e valgono per tutti – fa sapere l’amministrazione di Venezia –. Spiace per l’accaduto ma al signor Howard vorremmo far sapere che se ci informa del suo arrivo, anche in anticipo, gli faremo trovare un permesso temporaneo per dipingere e gli spiegheremo quali sono le regole che vigono in piazza San Marco».

«Il signor Howard era sotto le Procuratie con il cavalletto – prosegue – e i vigili lo hanno invitato ad andarsene perché senza permessi. Non lo hanno identificato nè sanzionato.

Se un pittore fa una richiesta di permesso temporaneo per dipingere non ci sono problemi, sono i benvenuti. I vigili fanno rispettare le norme che un paese civile si è dato, spero che il signor Howard lo comprenda».