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L’assessore Angeli: subito l’intervento per il Malina

Da due anni sono disponibili i soldi erogati dalla Regione per ripulire l’alveo del torrente: ma è una operazione che non dipende dal Comune

REMANZACCO

«Il torrente Malina rientra nella lista nera dei disastri annunciati. Bisogna intervenire subito, prima che sia troppo tardi». L’assessore ai lavori pubblici (ed ex sindaco) di Remanzacco Dario Angeli parla di «vergogna assoluta» e richiama la realtà competente al senso di responsabilità, chiedendo l’immediato utilizzo dei 500 mila euro stanziati dalla Regione, all’inizio del dicembre 2016, per tagliare la fittissima vegetazione che ostruisce del tutto l’alveo.

«Le condizioni del le ...

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REMANZACCO

«Il torrente Malina rientra nella lista nera dei disastri annunciati. Bisogna intervenire subito, prima che sia troppo tardi». L’assessore ai lavori pubblici (ed ex sindaco) di Remanzacco Dario Angeli parla di «vergogna assoluta» e richiama la realtà competente al senso di responsabilità, chiedendo l’immediato utilizzo dei 500 mila euro stanziati dalla Regione, all’inizio del dicembre 2016, per tagliare la fittissima vegetazione che ostruisce del tutto l’alveo.

«Le condizioni del letto del corso d’acqua - rileva l’assessore - sono catastrofiche e mettono a rischio sia il ponte sulla statale 54 che quello sull’ex provinciale di Prepotto, a Orzano. L’alveo non si vede più, tanto è invaso dal verde: e non parliamo di cespugli e arbusti, ma di veri e propri alberi. Il pericolo è percepito in maniera forte dalla popolazione, in particolare dai residenti in zona Case del Malina. Assieme alla sindaca Daniela Briz avevo segnalato il fatto alla Regione ancora nel 2015, evidenziando che all’encomiabile e puntuale azione di pulizia degli argini, eseguita annualmente, non può non accostarsi un radicale intervento nell’alveo, appunto». E la Regione, recependo l’istanza, aveva stanziato (il decreto porta la data del 2 dicembre 2016) le risorse giudicate necessarie, pari come detto a 500 mila euro.

«Erano destinate - spiega Angeli - alla rimozione dei fusti, alla ricalibratura, specie in prossimità dei ponti, delle ghiaie (che proprio in conseguenza della crescita delle piante si sono innalzate di livello) e a lavori atti a contrastare un paio di ulteriori criticità. Il punto è che i fondi non sono stati assegnati al Comune, che li avrebbe usati nel più breve tempo possibile, bensì al Consorzio di bonifica pianura friulana: in quasi due anni nulla è stato fatto, i soldi sono rimasti inutilizzati».

«Ricordo che Remanzacco - conclude - è stato il primo Comune friulano a dotarsi di quello strumento fondamentale che è il piano di monitoraggio dell'officiosità idraulica: in condizioni del genere, però, tale impegno appare quasi inutile». —

L.A.

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