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Carabinieri vestiti da pescatori: quarto arresto

Dopo l’operazione di domenica, i militari bloccano un 33enne e recuperano un’auto, un furgone e refurtiva per 60 mila euro

SEDEGLIANO

I carabinieri si vestono da pescatori (con tanto di canne da pesca) e da contadini. E così riescono ad arrestare il quarto componente della banda che nelle ultime settimane ha messo a segno una raffica di furti e spaccate nel Codroipese e nella Bassa. I primi tre erano stati arrestati domenica sera nelle campagna di Sedegliano, tra Grions e Turrida dopo un’azione di accerchiamento durata ore e con l’aiuto di un elicottero messo a disposizione da un privato. Lunedì il complice è st ...

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SEDEGLIANO

I carabinieri si vestono da pescatori (con tanto di canne da pesca) e da contadini. E così riescono ad arrestare il quarto componente della banda che nelle ultime settimane ha messo a segno una raffica di furti e spaccate nel Codroipese e nella Bassa. I primi tre erano stati arrestati domenica sera nelle campagna di Sedegliano, tra Grions e Turrida dopo un’azione di accerchiamento durata ore e con l’aiuto di un elicottero messo a disposizione da un privato. Lunedì il complice è stato raggiunto nei campi di Redenzicco grazie ai servizi mirati predisposti dalla Compagnia di Udine ai comandi del maggiore Alberto Granà.

Gli investigatori già da domenica pensavano che ci fossero in giro altri complici (oltre ai tre romeni bloccati dopo un inseguimento ad alta velocità terminato con la vettura dei banditi, un’Audi A8 rubata a Rivignano, che si è capovolta in un canale), se non altro perché era stata avvistata anche una seconda macchina, un’Opel Astra con targa greca che era ferma – senza nessuno a bordo – lungo il greto del fiume Tagliamento.

Nella notte tra domenica e lunedì la seconda batteria di banditi, evidentemente rimasti a piedi dopo che gli investigatori avevano recuperato sia l’Audi, sia la Opel, hanno rubato una Peugeot dalle parti di Gradisca di Sedegliano. Si stavano dunque nascondendo in zona. Ecco perché i carabinieri, in forze, sono andati in giro a controllare le campagne. Non certo in divisa. La maggior parte di loro, infatti, indossava abiti comodi, come quelli usati da chi lavora la terra. Due militari poi, con gilet, cappellino e canne da pesca, si erano messi a pescare. Facevano finta, ovviamente, ma i due ricercati non se ne sono accorti. Tanto che si sono avvicinati ai carabinieri senza sospettare nulla e hanno scambiato con loro qualche battuta. «Cosa pescate? Qui non c’è nulla, dovete spostarvi un po’ più in giù» ha detto uno dei due uomini ai finti pescatori. Questi ultimi hanno ringraziato per il consiglio e, immediatamente dopo, hanno cominciato a seguire i due fuggitivi che, senza saperlo, hanno portato i militari fino al punto in cui era nascosta la Peugeot – a Redenzicco appunto – ed è lì che uno dei due è stato fermato, al termine di una colluttazione in cui sono volati calci e pugni.

L’uomo, Vaduva Miclescu, 33 anni, romeno, è poi stato arrestato con le accuse di ricettazione, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Mentre il complice si è tuffato nel canale e, dopo una breve nuotata, è riuscito a raggiungere l’altra sponda e a scappare. In compenso, dopo poco, i carabinieri hanno avvistato anche il Fiat Ducato rubato domenica scorsa a un’azienda di Artegna, un veicolo sul quale c’erano attrezzi e macchinari per un valore di circa sessantamila euro. Adesso è caccia al quinto uomo.—