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La beffa dei contributi per i luoghi storici: la mancata notifica fa saltare gli aiuti ai Comuni

I soldi sono quelli del progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, avviato dal Governo precedente e che finanziava recuperi di beni storici nei comuni: in Fvg previsti due milioni di euro. Clarotto (Casarsa): Boschi ci ha confermato i fondi, poi nessun’altra informazione 

CASARSA. Un decreto non notificato e il rischio per alcuni comuni del Friuli Venezia Giulia di rimanere senza contributi promessi. I soldi sono quelli del progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, avviato dal Governo precedente e che finanziava recuperi di beni storici nei comuni, segnalati da cittadini e amministrazioni a un indirizzo di posta elettronica dedicato – bellezza@governo.it. Una commissione ad hoc ha quindi valutato i progetti e “premiato” i migliori.

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CASARSA. Un decreto non notificato e il rischio per alcuni comuni del Friuli Venezia Giulia di rimanere senza contributi promessi. I soldi sono quelli del progetto “Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”, avviato dal Governo precedente e che finanziava recuperi di beni storici nei comuni, segnalati da cittadini e amministrazioni a un indirizzo di posta elettronica dedicato – bellezza@governo.it. Una commissione ad hoc ha quindi valutato i progetti e “premiato” i migliori.

Ben 271 in Italia, per un investimento complessivo di 150 milioni. In regione sono risultati vincenti otto piani di valorizzazione: Casarsa della Delizia, Morsano al Tagliamento, una cordata di Comuni e parrocchie della pedemontana pordenonese, Dignano, Zuglio, Cercivento, Pontebba e Rigolato. Gli otto progetti dovrebbero dividersi due milioni. Dovrebbero. Perché a gennaio è stato approvato l’elenco delle opere da finanziare e i Comuni hanno ricevuto una lettera, a firma dell’allora sottosegretario Maria Elena Boschi, con cui si comunicava la concessione del contributo e indicava che sarebbero state date istruzioni per ottenerlo.

Le istruzioni sono state sì date, ma in una modalità diversa dal solito: un decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Aquilanti, dell’8 marzo che stabiliva il termine di 60 giorni per la presentazione di tutta la documentazione. Pena, la perdita del contributo. Un decreto che è stato pubblicato sul sito del Governo, ma non notificato ai Comuni.

Ad accorgersi del documento è stato nei primi giorni di agosto il Comune di Casarsa della Delizia: «Noi – afferma il sindaco Lavinia Clarotto – non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, siamo rimasti fermi alla lettera della Boschi che ci assegnava il contributo e ci diceva che saremo stati contattati per l’erogazione». Casarsa della Delizia ha contattato Morsano al Tagliamento, Dignano e Pontebba. Anche loro erano all’oscuro dei termini, come Rigolato.

«In questi mesi più volte abbiamo chiamato il ministero, ma nessuno ci ha mai informato del decreto. Abbiamo contattato gli altri Comuni – prosegue Clarotto – e anche altri sindaci non ne sapevano nulla, tanto che sono caduti dalle nuvole. Adesso ci ritroveremo a Dignano. Siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione politica e come primo passo vogliamo sensibilizzare i nostri parlamentari». Il progetto della pedemontana pordenonese, di Zuglio e Cercivento invece hanno rispettato i termini. «Il sindaco di Zuglio – afferma il primo cittadino di Cercivento, Luca Boschetti – ha telefonato più volte al ministero ed era riuscito a contattare un funzionario che lo ha informato del decreto pubblicato. Me lo ha comunicato e abbiamo prodotto la documentazione. È strano però che un’amministrazione debba andare sul portale a controllare. Ma è andata così».

La confusione attorno al progetto “Bellezza” ha toccato tutta Italia, con la maggior parte delle amministrazioni che si sono ritrovate con i progetti approvati dalla commissione ma senza fondi. E ora il Pd, partito che ha ideato l’iniziativa, è in pressing sul Governo affinchè si possano riaprire i termini per consentire ai Comuni di presentare la documentazione. E ottenere così i fondi promessi per recuperare la bellezza del patrimonio locale.