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Tre comuni e Uti si alleano per mappare la solitudine

Avviato un progetto con l’Azienda sanitaria 3 rivolto alle piccole comunità Paulon: così si punta  a creare una rete di aiuti





Situazioni di solitudine, vulnerabilità ed emarginazione coinvolgono spesso le persone più fragili, siano essi anziani, uomini e donne che presentano difficoltà o disagi di vario tipo, persone sole. Per affrontare il problema l’Azienda sanitaria 2 “Bassa Friulana – Isontina”, in collaborazione con l’Uti Agro Aquileiese e con il sostegno della Fondazione Friuli, ha messo in campo il progetto di welfare comunitario, “Comunità competenti” che per ora, in via sperimentale, coinvolgerà i comuni d ...

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Situazioni di solitudine, vulnerabilità ed emarginazione coinvolgono spesso le persone più fragili, siano essi anziani, uomini e donne che presentano difficoltà o disagi di vario tipo, persone sole. Per affrontare il problema l’Azienda sanitaria 2 “Bassa Friulana – Isontina”, in collaborazione con l’Uti Agro Aquileiese e con il sostegno della Fondazione Friuli, ha messo in campo il progetto di welfare comunitario, “Comunità competenti” che per ora, in via sperimentale, coinvolgerà i comuni di Palmanova, Aiello e Campolongo Tapogliano. Il progetto è rivolto alle piccole comunità e si propone innanzitutto la mappatura dei casi di solitudine, nonché l’individuazione delle risorse di volontariato presenti sul territorio, nonché delle realtà e delle persone che possono essere coinvolte nella costruzione di una rete di aiuto ai casi di difficoltà.

«S’intende – specifica Sergio Paulon, direttore del coordinamento sociosanitario dell’Aas 2 – creare una comunità competente, che ponga le condizioni per la sussistenza di legami stabili di solidarietà e responsabilità, basati sulla logica dell’aiuto reciproco e della valorizzazione dei legami relazionali e comunitari». Il progetto “Comunità competenti” ha ricevuto un finanziamento dalla Fondazione Friuli con il contributo di Intesa San Paolo, grazie al quale verranno coinvolti uno o due operatori che possano mettere in moto il progetto. A questi si affiancherà un Comitato scientifico composto da operatori dell’Azienda sanitaria, dell’Uti e dei Comuni. «La Comunità deve tornare al centro della vita sociale, com’era anni fa. Istituzioni e cittadini devono essere impegnati per fare in modo che ci si conosca sempre più e che l’aiuto reciproco possa evitare casi di emarginazione sociale prima che questi diventino patologici» commenta il sindaco di Palmanova, Francesco Martines. L’obiettivo del progetto è quello di riuscire a coinvolgere le forze presenti sul territorio, comprese quelle dei familiari, per costruire una reale sussidiarietà e rafforzare i legami sociali. –