Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Il Comune non ha dato i soldi promessi a tre nuove attività

Una delle aziende che nel 2016 aveva partecipato al bando si è rivolta a un legale per avere dall’amministrazione Maiarelli il finanziamento che le spetta





Un rischio, un’autentica scommessa. Aprire un’attività commerciale, al giorno d’oggi, non è propriamente un gioco. Ma se il Comune appoggia l’imprenditore con contributi finalizzati all’abbattimento delle spese per l’avvio di nuove realtà, allora può venir fuori quel pizzico di coraggio in più necessario al grande passo.

Il problema nasce quando l’ente pubblico non rispetta l’impegno preso.

La spinosa questione è venuta a galla in quanto una delle tre aziende che nel 2016 ha partecipato al ban ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter





Un rischio, un’autentica scommessa. Aprire un’attività commerciale, al giorno d’oggi, non è propriamente un gioco. Ma se il Comune appoggia l’imprenditore con contributi finalizzati all’abbattimento delle spese per l’avvio di nuove realtà, allora può venir fuori quel pizzico di coraggio in più necessario al grande passo.

Il problema nasce quando l’ente pubblico non rispetta l’impegno preso.

La spinosa questione è venuta a galla in quanto una delle tre aziende che nel 2016 ha partecipato al bando comunale si è rivolta a un avvocato per ottenere dall’amministrazione Maiarelli la somma promessa, ossia 446 euro l’anno, per due anni.

«Abbiamo contattato il Comune in più occasioni per sapere se c’erano i soldi e perché, passati i due anni, questi contributi non arrivavano: siamo riusciti ad avere una risposta solamente in seguito alla mail del nostro avvocato – commenta il titolare dell’esercizio commerciale, che preferisce rimanere anonimo –. Il problema pare essere stato il passaggio alle Unioni territoriali intercomunali».

Ma riavvolgiamo per un momento il nastro. Nel 2016 esce il bando comunale per l’assegnazione di contributi finalizzati all’abbattimento delle spese di avviamento di esercizi commerciali insediate nelle zone storiche di Tavagnacco. Vi partecipano tre attività e vengono concessi complessivamente circa 1.200 euro, da distribuire per due anni. Da allora però nessuna delle tre attività ha avuto quanto gli spetta.

«L’assessore alle attività economiche, Marco Duriavig, ha fatto ben poco di innovativo per il piccolo commercio presente nelle frazioni – attaccano i consiglieri di minoranza del gruppo Vivere Tavagnacco –. E non è stato in grado di gestire in modo corretto e solerte nemmeno questo bando comunale, spezzando il rapporto di fiducia con i commercianti. La responsabilità del ritardo nell’assegnazione dei contributi è dell’amministrazione di Tavagnacco e in particolare dell’assessore alle attività economiche, che in questi anni non ha saputo seguire l’iter amministrativo e portarlo a conclusione».

Duriavig ammette: la lettera dell’avvocato dell’azienda è arrivata prima dell’inizio dell’estate.

«Mi sono interessato della questione e sono il primo a essere infastidito – sottolinea –. Il procedimento si è arenato quando è avvenuto il passaggio alle Uti e quindi è cambiato il responsabile che se ne occupava».

«Non voglio accusare qualcuno – conclude Duriavig –, voglio solo che quei contributi arrivino alle aziende, come è giusto che sia. I soldi a bilancio ci sono e faremo in modo di risolvere il problema al più presto». —