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Addio a don Bepi Morandini, il prete di operai e minatori

È morto  a 73 anni il parroco di Fusine, Coccau e Cave del Predil. Fiero custode delle tradizioni friulane, era stato cappellano della Weissenfels

Grave lutto nella Chiesa friulana e in Val Canale. Si è spento don Giuseppe Morandini, don Bepi, come lo chiamavano tutti. Aveva 73 anni e aveva speso buona parte della sua vita guidando le comunità di Fusine, Coccau e Cave del Predil. Don Bepi è morto ieri mattina poco prima delle quattro all’ospedale di Udine dov’era in cura per un male che ne ha stroncato la forte fibra in pochi mesi.

Il parroco, originario di Qualso di Reana del Rojale, era stato ordinato sacerdote nel 1969 e nel Tarvisia ...

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Grave lutto nella Chiesa friulana e in Val Canale. Si è spento don Giuseppe Morandini, don Bepi, come lo chiamavano tutti. Aveva 73 anni e aveva speso buona parte della sua vita guidando le comunità di Fusine, Coccau e Cave del Predil. Don Bepi è morto ieri mattina poco prima delle quattro all’ospedale di Udine dov’era in cura per un male che ne ha stroncato la forte fibra in pochi mesi.

Il parroco, originario di Qualso di Reana del Rojale, era stato ordinato sacerdote nel 1969 e nel Tarvisiano era giunto nel 1975 per curare la parrocchia di Fusine dov’era stato anche cappellano dei lavoratori dell’acciaieria Weissenfels. Poi ha preso in cura anche le parrocchie di Coccau e Cave del Predil, dove è stato pure cappellano dei minatori. Persona schietta, molto diretta e coerente, don Morandini, come ricorda il sindaco Renzo Zanette, «era attento a tutti gli aspetti della vita delle comunità religiose che accudiva con riguardo particolare per la storia e le tradizioni».

Era, infatti, partecipe delle iniziative popolari e si è adoperato con passione anche per la conservazione e la valorizzazione dei luoghi del culto facendo risaltare la loro storia secolare. Ha anche saputo essere vicino ai lavoratori nei momenti delicati, come nella lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro come nel 1991 quando è stata chiusa la miniera di Cave del Predil e successivamente nei giorni delle crisi aziendali delle acciaierie Weissenfels oggi della Kito Chaine.

Era anche un profondo cultore del friulano e amava, in occasione dei kirchtag indossare i classici abiti friulani e gli scarpets, ma aveva anche grande rispetto per le altre etnie che convivono nel Tarvisiano. I funerali saranno celebrati lunedì alle 16 nella chiesa di Qualso di Reana del Rojale. —