Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Friulani, popolo di bevitori e bestemmiatori

Ai Colonos di Villacaccia, in occasione di “Avostanis”, sono stati presentati alcuni progetti con l’intento di tastare il polso alle prossime produzioni culturali friulane.Ho visto il trailer di un...

Ai Colonos di Villacaccia, in occasione di “Avostanis”, sono stati presentati alcuni progetti con l’intento di tastare il polso alle prossime produzioni culturali friulane.

Ho visto il trailer di un film che due giovani gemonesi si apprestano a girare. Protagonista Cocco, al secolo Alfeo Carnelutti, di Pozzis, settantenne eremita che vive nella frazione abbandonata di Verzegnis, noto alla cronaca per aver ucciso una prostituta albanese nel 1996. Un delitto per cui è stato condannato a dieci a ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Ai Colonos di Villacaccia, in occasione di “Avostanis”, sono stati presentati alcuni progetti con l’intento di tastare il polso alle prossime produzioni culturali friulane.

Ho visto il trailer di un film che due giovani gemonesi si apprestano a girare. Protagonista Cocco, al secolo Alfeo Carnelutti, di Pozzis, settantenne eremita che vive nella frazione abbandonata di Verzegnis, noto alla cronaca per aver ucciso una prostituta albanese nel 1996. Un delitto per cui è stato condannato a dieci anni di carcere. Nei prossimi giorni con la sua moto partirà per Samarcanda seguito dalla troupe dei cineasti. Cocco è sicuramente diventato, nel bene e nel male, un personaggio: quasi un mito per i bikers di mezza Europa; su di lui anche un libro.

Carnelutti ha pagato il suo debito con la giustizia, la sua storia personale può rappresentare uno spaccato della nostra società, il viaggio a Samarcanda un’avventura tutta da raccontare. Ricordate lo scandalo creato al Puccini di Udine, quando fu proiettato il film “Maria Zef”? Apriti cielo e contestazioni a non finire: il regista Vittorio Cottafavi fu accusato di aver rappresentato l’immagine di un Friuli, non corrispondente a quella di zoruttiana e idilliaca memoria, ma la storia era vera.

C’è però una cosa che mi ha infastidito: il film è in friulano, con didascalie in italiano. Quando Cocco parla, bestemmia di continuo e i “porci” si sentono chiaramente, mentre nella traduzione sono coperti da “omissis”. Che cosa costa un “bip” per tagliare anche la versione originale? Perché non vorrei che invece di promuovere il friulano, quest’operazione gli si rivolgesse contro. Avete presente la Treccani e la definizione di “friulani grandi bevitori”? Aggiungetevi “bestemmiatori incalliti” e la festa dei luoghi comuni sarà completa. Anche quella degli autogol.–