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Ciclista travolto da un’auto muore dopo tre giorni

Rino Biasizzo, 78enne di Buttrio, era stato investito venerdì Indagato il conducente della vettura, posta sotto sequestro

MANZANO. Rino Biasizzo non ce l’ha fatta. Il 78enne di Buttrio, urtato da un’automobile venerdì nel tardo pomeriggio mentre era in sella alla propria bicicletta nell’abitato di Manzano, è spirato ieri in ospedale.

Troppo gravi le ferite riportate in seguito all’incidente. Ricoverato in terapia intensiva al nosocomio del capoluogo friulano per il forte trauma cranico, Biasizzo è deceduto in mattinata.

Ora toccherà agli agenti della polizia locale dell’Uti del Natisone, intervenuti con due pattu ...

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MANZANO. Rino Biasizzo non ce l’ha fatta. Il 78enne di Buttrio, urtato da un’automobile venerdì nel tardo pomeriggio mentre era in sella alla propria bicicletta nell’abitato di Manzano, è spirato ieri in ospedale.

Troppo gravi le ferite riportate in seguito all’incidente. Ricoverato in terapia intensiva al nosocomio del capoluogo friulano per il forte trauma cranico, Biasizzo è deceduto in mattinata.

Ora toccherà agli agenti della polizia locale dell’Uti del Natisone, intervenuti con due pattuglie in via Sottomonte, dove è avvenuto l’investimento, fare chiarezza sull’accaduto. All’origine dell’incidente probabilmente una mancata precedenza. Il veicolo, condotto da un uomo di Manzano, che risulta indagato, e la bici sono stati sequestrati dall’autorità giudiziaria.

L’episodio è avvenuto venerdì verso le 18.30. Biasizzo stava tornando a casa e stava percorrendo via Sottomonte quando a un certo punto è entrato in collisione con una macchina che da una laterale, via dei Colli, stava svoltando verso il centro di Manzano.

L’anziano è franato a terra rovinosamente e nell’urto si è procurato un vistoso trauma cranico. Sul posto è giunta l’ambulanza per le cure del caso. Subito le condizioni di Biasizzo sono apparse disperate. L’uomo alla guida della vettura, è stato sottoposto ad alcoltest, ma è risultato negativo.

Biasizzo era nato a Tarcento da una famiglia originaria di Grupignano di Cividale. Aveva frequentato un istituto professionale a Milano e quindi negli anni Sessanta era emigrato in Svizzera in cerca di fortuna. Ma dieci anni più tardi era stato ingaggiato dalla Danieli, l’azienda multinazionale di Buttrio, come operaio specializzato. Lì aveva preso casa insieme alla moglie Liliana, dalla quale aveva avuto due figli, Maurizio e Claudio.

Era iscritto all’associazione pensionati della Danieli e la sua grande passione è sempre stata la pesca. Era stato un volontario della guardia ittica e aveva ricoperto un ruolo attivo anche nel sodalizio del Cividalese. «Anche dopo la morte della moglie – racconta il figlio Maurizio – aveva cercato di mantenersi attivo e tutti i giorni andava in bici».