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Sindaco “sfiduciato” dai suoi saltano i lavori per la banda

La maggioranza si astiene sulla variazione di bilancio decisa da Di Bernardo senza confrontarsi con la giunta Lettere anonime al vicesindaco 

Venzone

Se non è una sfiducia poco ci manca. La maggioranza che governa il borgo più bello d’Italia, non vota la variazione di bilancio decisa dal sindaco Fabio Di Bernardo che prevede la ristrutturazione della sede del complesso bandistico venzonese. Un prefabbrico del terremoto di proprietà del Comune nel quale il primo cittadino avrebbe voluto investire 70 mila euro (27 mila garantiti dall’Uti) per il rifacimento della copertura. Troppo secondo il vicesindaco, Mauro Valent, convinto che l ...

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Venzone

Se non è una sfiducia poco ci manca. La maggioranza che governa il borgo più bello d’Italia, non vota la variazione di bilancio decisa dal sindaco Fabio Di Bernardo che prevede la ristrutturazione della sede del complesso bandistico venzonese. Un prefabbrico del terremoto di proprietà del Comune nel quale il primo cittadino avrebbe voluto investire 70 mila euro (27 mila garantiti dall’Uti) per il rifacimento della copertura. Troppo secondo il vicesindaco, Mauro Valent, convinto che l’intervento risulta sovrastimato: «La copertura si farà – assicura –, ma con le modalità e le stime corrette». Martedì, alle 17, è fissato un sopralluogo con un ingegnere.

Rassicurata la banda che a Venzone unisce musicisti, majorette e majorettine, il vicesindaco motiva (l’ha fatto anche in aula) l’astensione sulla variazione di bilancio con il fatto che «si tratta di una scelta arbitraria del sindaco mai discussa in giunta». Considerato che dal punto di vista procedurale la delibera, come ha precisato la segretaria comunale rispondendo a una domanda dell’opposizione, ha ottenuto il via libera dei dirigenti, la questione è tutta politica. È legata ai rapporti andati a catafascio dopo le dimissioni e il rientro del sindaco Di Bernardo arrabbiato con i venzonesi perché alle regionali non gli hanno dato il supporto sperato. In quell’occasione a sollecitare il ripensamento del sindaco fu anche il vertice della banda. Una cosa è certa: da allora i rapporti tra sindaco, il suo vice e la maggioranza non sono più quelli di prima. Dal suo rientro Di Bernardo non parla più con i suoi che al ritiro delle dimissione l’avevano avvertito: «Ti riconosceremo la fiducia di volta e volta». E così è stato. Nell’ultima seduta del consiglio l’hanno praticamente sfiduciato.

Di Bernardo non ha partecipato alla seduta con all’ordine del giorno la variazione di bilancio per la ristrutturazione della sede della banda. Era assente per malattia. Ha inviato un certificato medico due ore prima dell’inizio dei lavori. In aula l’ha comunicato il vicesindaco informando i colleghi di aver restituito la delega al Commercio e alle attività produttive. Questo è il clima che caratterizza il governo di Venzone. Le divisioni si colgono dentro e fuori il palazzo. Lunedì scorso il vicesindaco ha ricevuto una lettera anonima: un gruppo di «venzonesi onesti» lo invita a «togliersi di mezzo». E non sarebbe l’unica. Intanto il sindaco si dice «molto dispiaciuto» per la mancata approvazione della variazione di bilancio. «L’opera – aggiunge – era a favore di un’associazione molto importante e laboriosa per Venzone che ci rappresenta tutti e si identifica come comunità». A stupire Di Bernardo è stato soprattutto il voto di due consiglieri comunali: «Uno collabora con l’associazione, l’altra è stata una majorette. Cercherò di capire come riparare a questa vicenda». Pure il vicesindaco ripete: «La copertura si farà con le modalità e i costi corretti». Almeno su questo punto sono tutti d’accordo. L’opposizione, invece, spiega che il suo voto contrario non vuole essere contro l’opera in sé, bensì contro un metodo che, da quando sono state eliminate le commissioni consiliari, garantisce la visione dei documenti cinque giorni prima del consiglio. —