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«Luca è stato un esempio come padre e carabiniere»

Don Giovanni Gabassi ha ricordato così nell’omelia il maresciallo Di Lazzaro Il generale Procacci: siamo in tanti qui per la stima e l’affetto di cui godeva

REMANZACCO

Un «esempio di attaccamento al lavoro, di dedizione all’Arma, di impegno e competenza professionale», ma prima ancora un «papà attento e affettuoso, legatissimo ai suoi due figli», tanto da chiedere – un paio d’anni fa – il trasferimento alla stazione dei carabinieri di Remanzacco per poter stare più vicino ai propri ragazzi.

Questo era il maresciallo Luca Di Lazzaro, che ad appena 45 anni è stato strappato alla vita, giorni fa, da un incidente mentre si dedicava a una delle sue ta ...

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REMANZACCO

Un «esempio di attaccamento al lavoro, di dedizione all’Arma, di impegno e competenza professionale», ma prima ancora un «papà attento e affettuoso, legatissimo ai suoi due figli», tanto da chiedere – un paio d’anni fa – il trasferimento alla stazione dei carabinieri di Remanzacco per poter stare più vicino ai propri ragazzi.

Questo era il maresciallo Luca Di Lazzaro, che ad appena 45 anni è stato strappato alla vita, giorni fa, da un incidente mentre si dedicava a una delle sue tante passioni, la bicicletta: e così, come uomo «di profondi valori», è stato ricordato nella commossa cerimonia dell’estremo saluto, ieri pomeriggio.

Troppo piccola la chiesa di Remanzacco per accogliere nella sua interezza la folla raccoltasi per onorare la memoria del maresciallo, vicecomandante della stazione del paese: «C’è qui – ha esordito il parroco, don Giovanni Gabassi – l’intera comunità civile e parrocchiale. C’è il sindaco, c’è l’amministrazione comunale, ci sono le famiglie dei compagni di classe dei figli di Luca, il gruppo dell’Aurora calcio e naturalmente l’Arma, con tanti suoi esponenti, a cominciare dal comandante della Legione Friuli Venezia Giulia, generale Vincenzo Procacci. Siamo in moltissimi: il dolore condiviso è meno angosciante. Questa celebrazione, però, non sarebbe degna se il nostro spirito di condivisione della sofferenza dei congiunti si esaurisse con il rito funebre».

Guardando la bara, “vegliata” per tutta la messa dai colleghi di Di Lazzaro, tre per lato, il sacerdote ha rivolto il pensiero ai figli del defunto: «Ho detto loro che io ci sono, che in qualsiasi momento la porta della canonica è aperta. Luca – ha proseguito, nel tono carezzevole, intenso e partecipato che contraddistingue le sue omelie – ha fatto ogni cosa con amore. Carabiniere dal ’97, ha svolto incarichi importanti con discrezione, impegno, riconosciute capacità. A Remanzacco era conosciuto e benvoluto per la sua generosità, per la bontà che si coglieva in lui. Seguendo l’esempio che ci ha lasciato, cercando di vivere e operare con la stessa passione che ha animato questo nostro fratello e che ce l’ha reso caro, riusciremo ad andare avanti, a superare il dolore di uno strappo improvviso e prematuro».

Al termine della funzione la lettura della preghiera del carabiniere, affidata al comandante della stazione dell’Arma di Remanzacco, Maurizio Raimondo, e due ricordi del maresciallo Di Lazzaro.

Il primo è arrivato dal generale Procacci: «L’intera Legione e tutti i carabinieri d’Italia – ha detto – sono uniti nel dolore ai familiari. Luca era arrivato in Friuli, da Roma, 20 anni fa. Si è sempre fatto notare per professionalità e spirito di servizio. La sua cifra distintiva è stata il senso del dovere, unanimemente riconosciuto: la folta presenza in chiesa, oggi, dimostra la stima e l’affetto di cui godeva».

«Vostro padre – ha concluso, rivolto ai figli – ha ben seminato: seguite le sue orme e ricordatevi che accanto alla vostra c’è un’altra famiglia, non virtuale, ma concreta, che è l’Arma dei carabinieri. Non vi lascerà mai soli».

Toccante, infine, il ricordo di un caro amico: «Tutto ciò che hai fatto – ha concluso – ci sarà sempre d’esempio». —