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Il progetto della Danieli per il Castello «Rifaremo facciate, scale e specola»

Dopo l’angelo, la torre, i due Mori ed Ercole e Caco, il gruppo finanzia il recupero del maniero. Benedetti: tecnici già al lavoro



Il gruppo Danieli non si ferma. Con lo stesso piglio con cui aggredisce i mercati, la multinazionale dell’acciaio continua a dare il suo contributo per mantenere il decoro di piazza Libertà. Dopo aver restaurato l’angelo, il campanile della chiesa di Santa Maria di castello, la torre dell’orologio e i due Mori, le statue, compresi Ercole e Caco e la loggia di San Giovanni, la Daniele ora finanzia il restauro esterno del castello. «Non ci limiteremo alla tinteggiatura – assicura il presidente ...

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Il gruppo Danieli non si ferma. Con lo stesso piglio con cui aggredisce i mercati, la multinazionale dell’acciaio continua a dare il suo contributo per mantenere il decoro di piazza Libertà. Dopo aver restaurato l’angelo, il campanile della chiesa di Santa Maria di castello, la torre dell’orologio e i due Mori, le statue, compresi Ercole e Caco e la loggia di San Giovanni, la Daniele ora finanzia il restauro esterno del castello. «Non ci limiteremo alla tinteggiatura – assicura il presidente Gianpietro Benedetti –, sistemeremo anche la torretta e soprattutto le scale d’accesso». La città ringrazia, lo stesso fa il Comune che ha avviato le verifiche tecniche per perfezionare l’intervento.

Il mecenatismo del gruppo Danieli è diventato una costante negli ultimi anni in città. Il presidente del gruppo di Buttrio ha sempre sostenuto il restauro delle opere d'arte perché – Benedetti l’ha ripetuto più volte – ritiene che l’ordine e la cura della città dove si vive sia espressione di civiltà. Seguendo questa linea, allo stesso presidente non è sfuggita l’immagine del castello che si presenta agli occhi dei più. E pochi giorni fa, Benedetti ha preso carta e penna e confermato la sindaco, Pietro Fontanini, il finanziamento del restauro esterno del maniero, diventato assieme all’angelo il simbolo del Friuli.

«Stiamo valutando, di certo non ci limiteremo alla sola tinteggiatura delle facciate», assicura il presidente del gruppo lasciando intendere che l’intervento interesserà le scalinate di accesso, quella davanti e pure quella sul retro che conduce direttamente nel salone del Parlamento, la specola e l’area adiacente al maniero da dove si può apprezzare il miglior colpo d’occhio sulla città. Al momento non è stata ancora quantificata la cifra che il colosso dell’acciaio tornerà a destinare alla città.

A giorni i tecnici effettueranno i primi sopralluoghi per valutare anche l’impatto dei numerosi impianti di telefonia mobile presenti sulla copertura. Non è escluso che si possa arrivare a una trattativa con i gestori per valutare se sostituire alcune antenne con altre di nuova generazione. Alcune settimane fa, la soprintendente alle Belle arti, Simonetta Bonomi, ha già affrontato con il sindaco il tema.

Il sindaco è stato il primo ad apprezzare la disponibilità della Danieli: «In Friuli Venezia Giulia – ha affermato Fontinini presentando Friuli Doc – non c’è solo Miramare. Il castello di Udine ha una valenza storica, è stato la sede del patriarcato di Aquileia e del consiglio della Patria del Friuli». Oggi il castello è la sede della Galleria d’arte antica, della Fototeca e dei musei archeologico e del Risorgimento. Senza contare le collezioni consultabili su prenotazione come le raccolte numismatiche, la Gallerie di disegni e stampe e la Gipsoteca. Non manca la biblioteca d’arte con oltre 45 mila volumi e circa 350 periodici.

Si tratta di un edificio cinquecentesco costruito sulle macerie di un precedente castello distrutto dal terremoto nel 1511. Oltre al progettista Giovanni Fontana, portarono un contributo importante pure Giovanni da Udine e Francesco Floreani. —