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Tarvisio, in apnea nei laghi di Fusine per la ricerca scientifica

Nel 2019 il progetto “Deep Inside Extreme Ice” fornirà nuovi dati sull’ipotermia. All’esperimento in acqua gelida parteciperanno medici e ricercatori internazionali

TARVISIO. Un’immersione medico-scientifica in apnea sotto i ghiacci del lago inferiore di Fusine. Per un fine ben preciso: dare risposte concrete agli incidenti che possono provocare mortalità in acqua fredda, seconda causa di decesso per i ragazzi dai 4 ai 19 anni.

Si chiama “Deep Inside Extreme Ice” l’evento che, dopo una prima esperienza cinque anni fa, è pronto a tornare in Friuli Venezia Giulia nel febbraio 2019. Ad annunciarlo è Stefano Mazzolini, vicepresidente del consiglio regionale, ...

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TARVISIO. Un’immersione medico-scientifica in apnea sotto i ghiacci del lago inferiore di Fusine. Per un fine ben preciso: dare risposte concrete agli incidenti che possono provocare mortalità in acqua fredda, seconda causa di decesso per i ragazzi dai 4 ai 19 anni.

Si chiama “Deep Inside Extreme Ice” l’evento che, dopo una prima esperienza cinque anni fa, è pronto a tornare in Friuli Venezia Giulia nel febbraio 2019. Ad annunciarlo è Stefano Mazzolini, vicepresidente del consiglio regionale, che di recente ha incontrato a Rodi (Grecia) il direttivo dell’associazione Apnea Evolution rappresentato dal presidente Alessandro Vergendo e dal segretario Rosarita Gagliardi, durante la settimana della kermesse internazionale “Apnea Adventure”. Nell’occasione sono state appunto gettate le basi per il rilancio di “Extreme Ice”.

Nel 2013 l’esperimento si era svolto ai laghi di Fusine, coinvolgendo sette atleti istruttori AA, cinque ricercatori, 15 specialisti di sicurezza in acqua, tre paramedici, 20 operatori e 150 studenti, tutti pronti a vivere da vicino prove di immersione sotto i ghiacci in apnea statica e apnea dinamica su cavo. Tra qualche mese saranno presenti anche ricercatori legati a progetti europei, come quelli di SkiScubaSpace, programma internazionale di ricerca ideato da Dan Europe e Altec che mira a investigare il comportamento del corpo umano in ambienti estremi, dai mari più profondi allo spazio, passando per le vette più alte della terra.

In Friuli giungeranno quattro tra ricercatori e fisici, “capitanati” dal referente per Dan Europe, Danilo Cialoni, e da quello di Altec, Mario Benassai. Lo staff valuterà tanto l’aspetto mentale legato a questa esperienza in contesti estremi quanto quelli fisiologici e neurofisiologici, ricavandone dati che potranno in un secondo tempo essere utili, per esempio, agli astronauti.

Un esperimento, quindi, che si colorerà di molte sfumature e metterà il Friuli Venezia Giulia sotto i riflettori. «Cinque anni fa – sottolinea Mazzolini –, quando rivestivo la carica di presidente Promotur, mi ero speso per promuoverla e l’iniziativa era stata ripresa da importanti testate di media nazionali e internazionali. Così mi sono messo in prima fila per riorganizzare l’evento a Fusine, ghiaccio permettendo, oppure al lago di Cave del Predil. Queste discipline, davvero uniche, fanno conoscere il Friuli Venezia Giulia anche al di fuori dei confini regionali e costituiscono, perciò, un volano per il nostro territorio. Con Apnea Evolution c’è già un dialogo proficuo in atto, e non da oggi».

Anche tra qualche mese, come già nel 2013, sarà data grande attenzione alla ricerca scientifica che monitorerà le modifiche fisiologiche che avvengono nell’immersione in apnea e ipotermia. «Il turismo montano – conclude Mazzolini – potrà dunque aprire le porte anche a discipline apparentemente distanti come l’apnea. Il territorio regionale è ricco di corsi d’acqua e laghi, questa pratica può essere quindi estesa anche al di fuori delle tipiche stagionalità».

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa anche da Alessandro Vergendo, presidente di Apnea Evolution, che ha sottolineato come «già nel 2013 i riscontri erano stati positivi, anche a livello di immagine, e siamo sicuri che lo stesso accadrà anche tra qualche mese».