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La Festa della transumanza chiude la stagione in malga

Una ventina le vacche scese da malga Montasio a Sella Nevea tra 600 persone. In crescita il turismo, a soffrire invece per la crisi del settore sono gli allevatori 

CHIUSAFORTE. «La stagione sulle malghe è stata più che positiva, ma c’è l’altra faccia della medaglia: gli allevatori vivono una situazione di profonda difficoltà». Questo l’allarme lanciato da Renzo Livoni, presidente dell’Associazione allevatori, durante la quarta edizione della Festa della transumanza, promossa assieme alla Cooperativa malghesi della Carnia e Val Canale. Un successo anche per l’edizione 2018, con oltre 600 partecipanti che hanno ammirato una ventina di vacche infiorate sc ...

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CHIUSAFORTE. «La stagione sulle malghe è stata più che positiva, ma c’è l’altra faccia della medaglia: gli allevatori vivono una situazione di profonda difficoltà». Questo l’allarme lanciato da Renzo Livoni, presidente dell’Associazione allevatori, durante la quarta edizione della Festa della transumanza, promossa assieme alla Cooperativa malghesi della Carnia e Val Canale. Un successo anche per l’edizione 2018, con oltre 600 partecipanti che hanno ammirato una ventina di vacche infiorate scendere da malga Montasio a Sella Nevea.



Le altre 230 (150 delle quali in lattazione) saranno portate a valle il 15 settembre. Livoni ha evidenziato come l’universo malghivo attiri sempre più visitatori. «Per noi è il miglior anno da quando abbiamo preso in gestione l’agriturismo sul Montasio, cioè dal 2007 – ha spiegato –. Anche la vendita dei formaggi è andata molto bene, senza contare che l’affluenza nelle altre malghe è stata ottima. L’incidenza sul turismo è sempre più grande e riesce ad assicurare un interessante ritorno economico. È un fenomeno in crescita, da coltivare».


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Fin qui le luci. Poi ci sono le ombre. «Il sistema è in crisi da anni – ha aggiunto – e a pagare dazio sono soprattutto gli allevatori. I caseifici Val Tagliamento, Val But e Valcanale sono a rischio, perché i margini per gli operatori sono sempre più ridotti e paghiamo dazio alla concorrenza, in particolare quella dei Paesi forti produttori di latte come l’Austria». «Senza considerare – ha concluso Livoni – che talvolta vengono etichettati come “carnici” anche formaggi che con il territorio hanno poco a che fare». «Purtroppo – gli ha fatto eco Simone D’Orlando, controllore zootecnico operante in Carnia e sul Montasio – il malumore non manca, perché il settore è in affanno da anni, gli aiuti sono pochi e stentano ad arrivare. Per fortuna, almeno i risultati delle malghe sono ottimi».

A rafforzare quest’ultima affermazione sono stati i riscontri della Festa: quando le vacche scese dal Montasio hanno fatto il loro ingresso a Sella Nevea, sono state omaggiate da centinaia di persone, pronte ad assaporare il gusto slow di un momento, quello della transumanza, che si perde nella storia. «È stata una giornata entusiasmante – ha commentato il sindaco di Chiusaforte, Fabrizio Fuccaro –, l’evento è un ritorno alle radici non soltanto della Val Raccolana, ma di tutta la montagna friulana. La partecipazione dimostra come le idee semplici, ma efficaci possano essere vincenti. Le malghe, e il Montasio in particolare, sono un volano di crescita per l’occupazione e l’intero territorio».