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Vaccini, in Fvg multe per 8 mila famiglie. In 350 esclusi al primo giorno di asilo

Sono gli effetti della legge Lorenzin: sanzione fino a 167 euro e rientro in classe solamente dopo essersi messi in regola

UDINE. In Friuli Venezia Giulia 350 piccoli allievi sono stati esclusi dagli asili. È l’effetto della legge Lorenzin che proprio oggi affronterà l’esame più importante, con il passaggio alla Camera del Milleproroghe, lo spartiacque da cui dipende il via alle sanzioni. Ben 8 mila i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni non in regola con il calendario vaccinale nella nostra regione, le famiglie rischiano un’ammenda di 167 euro.

Gli allontanamenti dei piccoli allievi non in regola con le vaccinazi ...

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UDINE. In Friuli Venezia Giulia 350 piccoli allievi sono stati esclusi dagli asili. È l’effetto della legge Lorenzin che proprio oggi affronterà l’esame più importante, con il passaggio alla Camera del Milleproroghe, lo spartiacque da cui dipende il via alle sanzioni. Ben 8 mila i bambini e i ragazzi fino ai 16 anni non in regola con il calendario vaccinale nella nostra regione, le famiglie rischiano un’ammenda di 167 euro.

Gli allontanamenti dei piccoli allievi non in regola con le vaccinazioni erano già stati annunciati alle famiglie nei giorni scorsi. Infatti, tutti i dirigenti scolastici hanno provveduto a inviare per tempo ai genitori gli avvisi di sospensione, documenti con cui si comunica l’impossibilità per il giovane allievo a prendere parte alle lezioni, ma vengono mantenuti i diritti ai posti.

«È un provvedimento che prendiamo veramente a malincuore – ha assicurato la presidente regionale dell’Anp, l’Associazione nazionale dei presidi, Teresa Tassan Viol – perché escludere un bimbo dalla scuola significa privarlo di opportunità che per noi sono la ragione stessa del nostro lavoro».
 

PER APPROFONDIRE: Vaccini, si rafforza il fronte delle Regioni contro il rinvio: "Pronti a ricorrere alla Consulta"


Dal canto proprio la Regione, in attesa della discussione del Milleproroghe, ha fissato alcuni numeri. La stima è che i bambini fra 0 e 6 anni non in regola con il calendario vaccinale siano 3 mila a fronte di una popolazione di 60 mila “under sei”. Solamente nei Distretti di Udine, Cividale e Tarcento senza profilassi ci sono 2 mila piccoli da 0 a 12 anni, di cui 1.200 da 0 a 6.

Se poi si allarga la forbice fino ai ragazzi di 16 anni, allora il campione in Friuli Venezia Giulia arriva a includere 8 mila fra bambini e adolescenti (in questo caso la fascia della popolazione fra 0 e 16 anni in regione assomma 165 mila persone). Basta anche un solo richiamo saltato per finire in questa lista. Per tutte queste famiglie – se oggi la Camera proroga la legge Lorenzin – è in arrivo un’ammenda da 167 euro, «la cifra più bassa che potevamo deliberare – ha assicurato Paolo Pischiutti, dirigente dell’Area promozione salute e prevenzione della Regione –. Il range oscilla fra 100 e 500 euro e la Regione ha optato per il minimo. In questa fase gli uffici sono pronti, ma in attesa delle indicazioni provenienti da Roma».

La presidente regionale dei presidi, Tassan Viol, parla di un avvio d’anno «molto tranquillo e sereno». In settimana i dirigenti scolastici si sono dati appuntamento per fare il punto della situazione, ma il “d day” pare essere filato via liscio nonostante gli stop.

«Fuori sono rimasti gli irriducibili dei no vax, quelli che non hanno intenzione di vaccinare – ha spiegato Tassan Viol –. I genitori ragionevoli si sono messi nelle condizioni di frequentare, se non subito, appena avranno messo in regola il libretto vaccinale dei figli. Perché il posto viene garantito. L’auspicio è che la categoria dei dirigenti scolastici dimostri di essere compatta nell’applicare le indicazioni nazionali. Solo così potremo essere più forti».



È l’avvocato Mariastefania Dal Pin, dello sportello Info vaccini dell’associazione Piano B, a spiegare che le indicazioni date alle famiglie non sono sempre così chiare. «Sto avendo riscontro di bimbi non ammessi alla frequenza, come era già capitato nel settembre 2017 – ha spiegato Dal Pin –. In realtà la confusione fra i presidi è molto alta: ci sono una norma di legge e una circolare ministeriale che si sono succedute nel tempo. Mi rendo conto sia impegnativo perché l’interpretazione è complessa, ma in molti casi i dirigenti scolastici hanno atteso indicazioni dall’alto o forse non hanno neppure ben compreso come comportarsi, quindi c’è molta confusione».

Quanto ai bambini esclusi, «in molti casi non era ancora stata prodotta la documentazione richiesta da parte delle famiglie – ha aggiunto Dal Pin –. Vediamo se ottemperando all’invito della scuola le decisioni mutano».

Secondo giorno di scuola con sorpresa perché l’Anief, l’Associazione nazionale insegnanti e formatori, intende tutelare i maestri senza laurea. Dopo che il Consiglio di Stato, nel dicembre del 2017, ha stabilito che il solo diploma non è abilitante all’ingresso nelle Graduatorie a esaurimento (uno dei canali diretti per entrare nel mondo della scuola). E oggi l’Anief chiama a raccolta a Roma tutti gli interessati per una manifestazione in piazza del Parlamento così da fare pressione sulla politica durante l’esame del decreto Milleproroghe (in discussione proprio oggi a Montecitorio), e difendere l’emendamento salva-precari che riapre le Gae.