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Duro faccia a faccia con attivisti no vax, l’infettivologo minaccia di uscire

Bassetti partecipa alla commissione Politiche sociali nel capoluogo friulano: «Non è il luogo per discutere i passi avanti della scienza»

UDINE. Confronto tra i no vax e la comunità scientifica nell’aula del consiglio comunale. È successo a Udine dove per evitare la discussione della mozione grillina in consiglio comunale il dibattito è stato portato in commissione Politiche sociali. E l’infettivologo dell’Azienda sanitaria universitaria integrata Santa Maria della Misericordia, Matteo Bassetti, dall’alto della sua esperienza scientifica, non ha mancato di farlo notare: «Se gli argomenti no vax si portano nell’aula del consigl ...

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UDINE. Confronto tra i no vax e la comunità scientifica nell’aula del consiglio comunale. È successo a Udine dove per evitare la discussione della mozione grillina in consiglio comunale il dibattito è stato portato in commissione Politiche sociali. E l’infettivologo dell’Azienda sanitaria universitaria integrata Santa Maria della Misericordia, Matteo Bassetti, dall’alto della sua esperienza scientifica, non ha mancato di farlo notare: «Se gli argomenti no vax si portano nell’aula del consiglio comunale possiamo andarcene».



La stizza c’è stata anche perché il pubblico, numeroso per una seduta di commissione, era formato soprattutto dai no vax che non hanno fatto mancare gli applausi ai relatori che sostenevano le loro tesi. Come recitavano i cartelli esposti, in aula c’erano i rappresentati dell’associazione per la libertà di scelta delle terapie mediche (Alister). E quando il professor Ivano Spano ha definito anticostituzionale la legge Lorenzin e criticato le vaccinazioni effettuate ai bambini di due mesi che «vuol dire non sapere niente del sistema immunitario», Bassetti si è alzato e ha minacciato di andarsene.

Il confronto è approdato in commissione dopo la presentazione della mozione attraverso la quale la già candidata sindaco, Pompea Maria Rosaria Capozzi, chiedeva al Comune di non escludere dalle scuole i bambini non vaccinati da zero a sei anni. Una mozione analoga portava anche la firma dei consiglieri del Pd che come i grillini hanno accettato la proposta dell’assessore alla Salute, Giovanni Barillari, di ritirare i documenti dall’ordine del giorno del Consiglio. Nel corso dei lavori Tolinda Gallo, responsabile dell’area Prevenzione malattie infettive, vaccinazioni e medicina dei viaggi dell’Asuiud, affiancata dal direttore del dipartimento, Giorgio Brianti, ha confermato che nei distretti di Udine, Tarcento e Cividale, su un totale di 33 mila residenti si contano circa 2.500 bambini da zero a 16 anni non vaccinati.

Di questi un migliaio nella fascia d’età che va da zero a sei anni. Sono i bambini che frequentano gli asili nido e le scuole materne. «Non sono tutti privi di profilassi, ad alcuni manca una sola vaccinazione», ha spiegato Gallo ricordando che «le scuole dell’obbligo si possono frequentare». Il problema si presenta in tutta la sua gravità negli asili nido e nelle scuole materne anche perché le Aziende sanitarie e le scuole non hanno ancora ricevute informative sull’applicazione della circolare Grillo. «Non abbiamo indicazioni, c’è la legge e la circolare», hanno ribadito Gallo e Brianti, mentre il pediatra Agostino Nocerino assicurava che l’obiettivo delle vaccinazioni è tutelare la salute dei bambini.

Tra i rappresentanti della comunità scientifica c’era pure il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Maurizio Rocco, che dovendo rappresentare anche i camici bianchi no vax ha incentrato il suo intervento sull’importanza dell’informazione, piuttosto che della sanzione, anche tra i medici. Inutile provare a spiegare ai no vax che l’obbligo delle 10 vaccinazioni (inizialmente erano 12) è scattato a seguito di un calo di vaccinazioni che rischiava di far sviluppare un’epidemia di morbillo: «Per il diritto – ha ripetuto l’avvocato Pietro Becci – i vaccini provocano danni». Fermo sulla sua posizione anche il professor Fabio Franchi secondo il quale «le autorità sanitarie forniscono dati errati sulle conseguenze della profilassi».

Il botta e risposta è proseguito per circa due ore e, nonostante il consigliere Giovanni Govetto (Fi) abbia tentato una mediazione promuovendo percorsi di accompagnamento per le famiglie che non vogliono vaccinare i figli, tutti sono rimasti sulle posizioni di partenza. «Il compito del Comune – ha concluso Barillari – è promuovere l’informazione scientifica su rischi e benefici delle vaccinazioni raccomandando di rivolgersi agli specialisti di malattie infettive o al dipartimento di prevenzione per dubbi o chiarimenti».