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Incendio distrugge la pala d’altare votiva al santuario della Madonna delle Pianelle

Il rogo è divampato verso mezzanotte. Il sagrestano allertato dai volontari della sagra. Il fuoco forse provocato da alcuni ceri

NIMIS

Un incendio scoppiato tra domenica e ieri nel santuario della Madonna delle Pianelle, intorno alla mezzanotte, ha distrutto una pala d’altare dedicata a San Valentino.

Fortunatamente, nell’area si stava concludendo la tradizionale sagra “Des campanelis”: la prontezza dei volontari della Pro loco nel capire quello che stava accadendo e nel domare le fiamme ha probabilmente impedito che nel santuario, il cui nucleo originario risale al 1467, si verificassero danni peggiori.

Le fiamme, che ...

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NIMIS

Un incendio scoppiato tra domenica e ieri nel santuario della Madonna delle Pianelle, intorno alla mezzanotte, ha distrutto una pala d’altare dedicata a San Valentino.

Fortunatamente, nell’area si stava concludendo la tradizionale sagra “Des campanelis”: la prontezza dei volontari della Pro loco nel capire quello che stava accadendo e nel domare le fiamme ha probabilmente impedito che nel santuario, il cui nucleo originario risale al 1467, si verificassero danni peggiori.

Le fiamme, che secondo una prima ricostruzione sarebbero state originate per cause accidentali dalla zona dove ardevano ceri e lumini, hanno interessato l’altare che i fedeli, entrando, trovano alla destra. È purtroppo andata completamente distrutta dal fuoco la pala raffigurante i santi Valentino, Osvaldo e Nicolò realizzata da Giulio Antonio Manini nel 1784.

La perdita dell’opera è un grave colpo per tutta la comunità dei fedeli, che da sempre erano abituati ad ammirare, entrando in chiesa, il bellissimo dipinto, realizzato proprio per questa storica chiesa.

L’opera, di circa due metri e mezzo di altezza per un metro di base, è andata completamente distrutta: è rimasta solo la cornice. Fortunatamente i danni sembrano essere rimasti circoscritti a questa parte del santuario. In particolare, a una prima verifica effettuata ieri, come ha confermato il vicario foraneo monsignor Rizieri De Tina, gli affreschi non parevano avere riportato conseguenze.

Il tutto è accaduto, come si è detto, verso la mezzanotte, quando alla sagra erano rimaste non più di una dozzina di persone. Uno dei volontari che lavoravano ai chioschi si è accorto del fumo che usciva dalla chiesa, a quell’ora chiusa e vuota.

Subito i presenti si sono mobilitati: mentre si avvisavano il parroco e il sacrestano – accorso con le chiavi – si era già provato a intervenire cercando di entrare da qualche ingresso laterale o addirittura di sfondare la porta d’accesso. Essendo risultati vani questi tentativi di intervento, sono stati avvicinati tutti gli estintori disponibili: in questo modo, appena la porta della chiesa è stata aperta, il presidente della Pro loco, Mario Srebotuyak, ha potuto domare in breve tempo le fiamme. «Abbiamo fatto il nostro dovere», ha testimoniato, con semplicità.

Sono quindi arrivati anche i vigili del fuoco di Gemona e, dal comando di via Popone a Udine sono partite anche autopompa e autoscala, per precauzione. Le fiamme, come detto, erano già state domate, ma i pompieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l’edificio di culto e a trasportare all’esterno ogni materiale che potesse presentare il rischio di una ripresa del fuoco.

Monsignor De Tina ha detto che l’accaduto è un grave colpo per Nimis e ha tenuto a ringraziare tutti gli intervenuti a nome della comunità «perché – ha rimarcato riferendosi al santuario – sta a cuore a tutti».

Anche il sindaco Gloria Bressani ha tenuto a ringraziare chi si è prodigato per spegnere l’incendio. «Sono stati bravissimi», ha rimarcato. Il sindaco ha però anche lanciato un appello a chi possedesse opere raffiguranti San Valentino e volesse farne dono alla parrocchia di Nimis per sostituire l’opera andata persa.

Intanto, a testimoniare quanto il volontariato sia prezioso nelle comunità friulane, saranno i volontari stessi a ripulire la chiesa: su Facebook è stato già lanciato un appello e un primo gruppo di volenterosi si sta già attrezzando per rimettere a posto il santuario, sopravvissuto ai secoli – e perfino, come qualcuno in paese ha ricordato, al tragico incendio appiccato a Nimis dai nazisti nel settembre 1944 – e che continuerà a portare il suo messaggio di fede a tutto il Friuli. —