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Udine, un prato al posto del muro: la Quiete cambierà borgo Pracchiuso

La giunta Fontanini approva il progetto da 1,4 milioni, al via l’appalto dei lavori. L’Azienda di via Sant’Agostino restituisce alla città parte dell’ex ospedale militare

UDINE. È tutto pronto: l’Azienda per i servizi alla persona “La Quiete” può pubblicare il bando per demolire il muro che la separa da borgo Pracchiuso.

La giunta Fontanini ha approvato il progetto firmato dall’architetto Alessandro Verona e l’assessore all’Edilizia privata, Alessandro Ciani, auspica che l’affidamento dei lavori avvenga in tempi stretti per rispondere alla richiesta dei cittadini che vogliono riappropriarsi degli spazi militari.

Un’opera da 1,4 milioni di euro finanziata, in pa ...

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UDINE. È tutto pronto: l’Azienda per i servizi alla persona “La Quiete” può pubblicare il bando per demolire il muro che la separa da borgo Pracchiuso.

La giunta Fontanini ha approvato il progetto firmato dall’architetto Alessandro Verona e l’assessore all’Edilizia privata, Alessandro Ciani, auspica che l’affidamento dei lavori avvenga in tempi stretti per rispondere alla richiesta dei cittadini che vogliono riappropriarsi degli spazi militari.

Un’opera da 1,4 milioni di euro finanziata, in parti uguali, dalla Regione e dall’Azienda di via Sant’Agostino.

L’area è quella dell’ex caserma Reginato trasferita a costo zero dal Demanio alla Regione e quindi alla casa di riposo con oltre 450 posti letto, 380 dipendenti e un bilancio da 19 milioni di euro.

Un’operazione trasversale consentirà la convivenza di tre realtà nei 24.200 metri quadrati di superficie: la Quiete che si allargherà su circa 11 mila metri, la Prefettura che ne occuperà altri 7.564 attorno al chiostro dell’ex ospedale militare dove trasferirà gli uffici e la casa del prefetto, mentre il Centro documentale regionale e di parte del Veneto resterà nei suoi 5.731 metri.

Su questa suddivisione hanno ragionato, ieri, il prefetto, Angelo Ciuni, l’assessore regionale, Graziano Pizzimenti, Ciani, il presidente e il suo vice della Quiete e della Fondazione Hofmann, rispettivamente, Stefano Gasparin e Antonio Corrias, Aurelio Ferrari e Michela Bacchetti, il direttore dell’Agenzia del demanio, Salvatore Campagna, e il comandante del Centro documentale, il colonnello Massimo Comelli, nel corso di un sopralluogo durante il quale sono stati definiti i passaggi per il previsto trasferimento della Prefettura in calendario per l’estate 2019.

La mensa militare ha chiuso i battenti lo scorso 2 luglio e ora possono iniziare anche le demolizioni che contribuiranno a cambiare volto al quartiere. Il cantiere durerà anni. Al momento la Quiete investe sul cosiddetto triangolo confinante con via Pracchiuso.

Demolirà il muro, realizzerà un nuovo ingresso alla struttura su via Pracchiuso e recupererà l’unico edificio vincolato dalle Belle arti per trasferire lì i suoi uffici. Aprirà il prato verde al pubblico limitandolo con un elemento di arredo urbano simile a una panca.

Un’idea, questa, particolarmente apprezzata dal prefetto. Ricordando che il toponimo Pracchiuso sta per prato chiuso e che nel cosiddetto triangolo tra un padiglione di degenza e l’ex caserma c’è un’area verde “ingabbiata” tra le strutture destinata a diventare un prato aperto. «Il progetto – ha aggiunto Verona – è giocato su aree di transizione».

Ulteriori 2 milioni di euro finanziati dalla Regione saranno utilizzati (con successivo appalto) per realizzare i nuovi uffici de La Quiete nell’unico edificio vincolato dalle Belle arti. L’ultimo passaggio illustrato da Gasparin, sarà la demolizione dei vecchi edifici inutilizzati da decenni (come l’ex ospedale militare) per realizzare il nuovo padiglione con oltre 100 posti letto in più.

«È un progetto voluto e portato avanti dalla precedente amministrazione comunale e dalla nuova con lo stesso entusiasmo – ha affermato Corrias – si tratta di una riqualificazione senza precedenti di una parte della città.