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Luoghi: Precenicco

Tagli in Friuli:Safilo non cambia idea

Tagli in Friuli:Safilo non cambia idea

Le speranze dei 780 lavoratori Safilo sono riposte nel tavolo nazionale che si riunisce al ministero dello Sviluppo economico, a Roma. Operai, sindacati e Regione auspicano che da quella sede emerga la ricetta per salvare gli stabilimenti di Precenicco e Martignacco visto che ieri, a Padova, l’azienda si è detta ancora una volta pronta a far scattare la mobilità.

Anticipato il confrontoper la Safilo a Roma

Anticipato il confrontoper la Safilo a Roma

Il vertice a Roma sulla crisi Safilo si terrà prima del 29 aprile. Lo ha assicurato l’assessore regionale alle Attività produttive Luca Ciriani. Soddisfatti i sindacati, in particolare la Cgil, che aveva criticato i tempi della riunione, in un primo momento prevista per l’inizio di maggio. Roberto Di Lenardo dice: «Bene, vuol dire che ci sono proposte concrete da portare a quel vertice».

I lavoratori della Safilo:senza un piano non firmiamo

I lavoratori della Safilo:senza un piano non firmiamo

Gli operai Safilo non mollano: senza un piano industriale chiaro non accettano la cassa integrazione. Le assemblee dei lavoratori di Martignacco e di Precenicco hanno ritenuto insufficiente la proposta dell’azienda, che punta sulla Cig solo per i friulani. Preferiscono portare la vertenza al tavolo nazionale, anche perché domani l’assessore Luca Ciriani volerà al ministero a Roma.

Safilo, oggi la Cigal vaglio dell’assemblea

Safilo, oggi la Cigal vaglio dell’assemblea

Nel presidio Safilo di Martignacco è stata una domenica di riflessione in attesa delle assemblee. Oggi gli operai decideranno se autorizzare Cgil, Cisl e Uil a proporre al tavolo aziendale l’utilizzo della Cassa integrazione straordinaria (Cigs) solo per i lavoratori friulani. Questa la proposta messa a punto, per salvare lo stabilimento di Precenicco, dopo lo strappo con i colleghi veneti.

Spiragli e contraddizioninella vicenda della Safilo

Spiragli e contraddizioninella vicenda della Safilo

La Safilo vuole rimanere in Friuli. Il vicepresidente Massimiliano Tabacchi lo ha detto a Tondo, ma per farlo ha chiesto misure particolari. Secondo fonti sindacali, infatti, l’azienda avrebbe richiesto la disponibilità del Friuli Venezia Giulia per finanziare gli ammortizzatori in deroga per dodici mesi: un’ipotesi che costerebbe oltre un milione di euro. Ovviamente nessuna promessa è stata fatta da parte della Regione.

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