Film su Eluana, l'Udc blocca i fondi che nessuno ha mai chiesto

Il documento proposto da Sasco trova consensi bipartisan. È anche sbagliato: cita un regolamento non più in vigore. Intanto il presidente della Fvg Film Commission, Federico Poillucci, afferma che  una richiesta di contributo non c’è, il regolamento cui si riferisce l’ordine del giorno non è più in vigore e a stabilire i finanziamenti è una commissione composta da tre dirigenti della Regione.

UDINE. Un’intenzione politica che diventa un autogol. I protagonisti sono 25 consiglieri regionali, su proposta dell’Udc. Con un ordine del giorno, approvato in coda alla Finanziaria 2012, i centristi, ma anche esponenti di Pdl, Pd, Lega e Misto, hanno chiesto l’impegno della Regione a non finanziare il film di Marco Bellocchio che si ispira alla storia di Eluana Englaro.

Un desiderata destinato a restare sulla carta. Perché, come spiega il presidente della Fvg Film Commission Federico Poillucci, una richiesta di contributo non c’è, il regolamento cui si riferisce l’ordine del giorno non è più in vigore e a stabilire i finanziamenti è una commissione composta da tre dirigenti della Regione. Che, per altro, seguono regole e criteri approvati dal Consiglio regionale nel 2010 e quindi dagli attuali consiglieri.

«Per il film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio la casa di produzione Cattleya s.r.l – afferma Poillucci – non ha al momento presentato richiesta di finanziamento a Fvg Film Fund, ma qualora ciò avvenisse sarà lo specifico organismo regionale a valutare l’opera secondo i criteri espressi dalla legge regionale e dal relativo regolamento». Criteri, snocciola il presidente di Fvg Film Commission, come l’attrazione di iniziativa imprenditoriale sul territorio, il relativo indotto economico, l’incentivazione all’occupazione di maestranze locali, lo sviluppo dell’economia, la promozione e valorizzazione del territorio e le ricadute economiche sul territorio regionale anche in termini di incentivazione dei flussi turistici. Ma vengono anche richiesti curricula del regista e della casa di produzione.

«E non c’è bisogno di ricordare – dice Poillucci – i curricula di Marco Bellocchio e della Cattleya. La legge regionale che disciplina il tutto, e che l’ordine del giorno mette addirittura in dubbio rispetto alla sua liceità complessiva, non disciplina solo il film fund e l’attività della Film Commission, ma è un provvedimento regionale “per la promozione, la valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica, per lo sviluppo delle produzioni audiovisive e per la localizzazione delle sale cinematografiche nel Friuli Vg”. E quindi – aggiunge Poillucci – disciplina la materia tout court (festival, mediateche, cineteche, formazione, produzione, sale, eccetera). Questa legge è stata modificata, e quindi di fatto riapprovata, il 27 ottobre 2010 e quanto al regolamento che l’ordine del giorno cita, esso non è più in vigore dal 29 settembre 2010 quando è stato sostituito da quello attuale approvato dal Consiglio regionale in carica».

Un’assemblea che ha dunque avuto la possibilità di valutare le regole nel merito e in sede di approvazione in Aula avrebbe potuto modificarle. «Modifiche che – insiste il presidente di Fvg Film Commission – allora potevano tenere conto di altri criteri come quelli inseriti nell’ordine del giorno in oggetto».

Poillucci infine valuta il merito. «Il film non è “su Eluana Englaro”, come scritto nell’odg, ma se anche lo fosse verrebbe valutato secondo i criteri già elencati. Comunque – conclude Poillucci – dal 2003 (anno di istituzione del Fvg Film Fund, primo e imitatissimo fondo alla produzione regionale in Italia) l’indotto economico derivante dalla presenza di produzioni cinematografiche in regione oscilla tra i 7 e i 13 milioni annui, mentre l’indotto occupazionale si attesta tra le 160 e le 230 maestranze regionali impiegate (più migliaia di comparse locali annue). Il monte pernottamenti delle troupe in Fvg va dalle 8 mila alle 13 mila notti l’anno. L’indotto in termini di promozione del territorio non è quantificabile, ma riteniamo sia significativo».

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