Spunta il nome di Sgarbi per la Fondazione Aquileia

In Regione circola la sua candidatura: «Se me lo chiedono, non mi tiro indietro». Il presidente Scarel, ignaro: «Così stravolgono completamente l’organizzazione»

AQUILEIA. Vittorio Sgarbi, critico d’arte, politico, scrittore e personaggio televisivo, in futuro potrebbe guidare la Fondazione Aquileia al posto dell’attuale presidente, il sindaco Alviano Scarel. Sarebbe questo, secondo indiscrezioni, il nome eccellente che circola insistentemente nel palazzo della Regione.

Lo scorso mese di agosto, Sgarbi era stato il curatore della Biennale diffusa, a Trieste. In quell’occasione il governatore Renzo Tondo e l’assessore alla cultura Elio De Anna avevano espresso parole lusinghiere nei confronti del celebre critico d’arte. Insomma, sembra che il nome di Sgarbi, che tra i vari incarichi è stato pure sottosegretario ai Beni culturali nel governo Berlusconi dal 2001 al 2002, sia gradito alla giunta Tondo.

Il diretto interessato, raggiunto al telefono, non conferma le voci, comunque conosce bene Aquileia e dichiara: «Se mi venisse chiesto, ci penserei, e non mi dispiacerebbe». Ovviamente, questa manovra, annunciata ai media (all’insaputa della direzione e della presidenza della Fondazione) dall’assessore De Anna, non piace al presidente in carica, Alviano Scarel.

«Spiace - commenta - non poter apprendere personalmente le decisioni sul futuro dell’ente, anche perché, a quanto pare, stravolgeranno completamente l’organizzazione della Fondazione, una struttura frutto di un lavoro lungo e complesso che ha consentito, per la prima volta nella storia di Aquileia, di riunire attorno allo stesso tavolo tutte le componenti che oggi operano su questo complesso e fragile territorio. Un’esperienza unica nel nostro Paese. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta osservare come è stato riqualificato in questi anni il compendio della Basilica».

Aggiunge Scarel: «L’idea che le sorti future della Fondazione dipendano dalla scelta di un “super-presidente” non mi convince, perché una grande personalità (del mondo culturale spero) potrebbe svolgere un ruolo importante sul versante scientifico, ma non come rappresentanza di una Fondazione, che non a caso si chiama Aquileia, una città che convive con il suo passato. Non c’è dubbio che la Regione sia il socio di maggioranza, ruolo che è ampiamente garantito dal direttore, il quale ha potere di proposta in merito a obiettivi e programmi e potere di ordinaria e straordinaria amministrazione. In pratica, è l’amministratore delegato con facoltà amplissime. Al presidente, non pagato, spetta la rappresentanza, ma in questi anni, come sindaco pro tempore, ho soprattutto assicurato quotidianamente il rapporto con l’amministrazione e la tutela della comunità. Non credo che alla città interessi vedersi rappresentata dal “visitor” di turno. Aquileia deve essere tutelata e garantita nei propri bisogni ai massimi livelli, altrimenti si tornerà indietro di 50 anni e questo la gente non lo accetterà».

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