Napolitano in Friuli Segui la diretta Twitter

Il presidente della Repubblica visita Udine e Pordenone. All'Università Napolitano ha espresso «grande solidarietà» alle popolazioni colpite dal terremoto: supereremo questo momento

UDINE. Un minuto di silenzio è stato osservato all’Università di Udine dove si trova il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita. Napolitano ha assistito alla proiezione del documentario Carnia 1944 che parla della Resistenza. La rettore dell’Università Cristiana Compagno ha chiamato il minuto di silenzio in segno di solidarietà verso i «fratelli emiliani».

Napolitano ha espresso «grande solidarietà» alle popolazioni colpite dal terremoto. Napolitano ha anche annunciato che «il presidente della regione Emilia Romagna e il presidente del Consiglio si rivolgeranno alle popolazioni attraverso le televisioni» per testimoniare «un impegno forte di assistenza, di vicinanza e di ricostruzione. Supereremo questo momento».

«Mi auguro che, nelle prove che attendono le popolazioni colpite dal terremoto, sia presente l’esempio di come il Friuli si sia risollevato da quella tragedia. È stato un modello che spero possa essere raccolto anche altrove». Lo afferma il capo dello Stato Giorgio Napolitano

L'arrivo a Faedis.Tutto pronto a Faedis per l’arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il paese è addobbato a festa, sui balconi e alle finestre sono esposte bandiere tricolore mentre la piazza si riempie di folla. Spiccano i fazzoletti verdi della Brigata Partigiana Osoppo. C’è attesa per un intervento del capo dello Stato in merito all’eccidio di Porzus.

«La Resistenza e la Liberazione - ha commentato Napolitano - sono una sorta di una nuova storia che si è innestata nelle precedenti fasi. Si può considerare una fase di risarcimento dei torti subiti dagli italiani e a causa delle grandi aberrazioni del nazifascismo». Napolitano ha ricordato che proprio la Repubblica della Carnia e quella di Val D’Ossala sono stati «esempi di enorme interesse», in cui una democrazia primitiva si esprimeva come nella polis greca. «La Repubblica della carnia - ha detto Napolitano - è stata un’esperienza anticipatrice di intuizioni e di scelte che poi vengono riprese nell’Italia unificata del 1945».

Il Presidente della Repubblica ha voluto ricordare anche il triste episodio dell’eccidio di Porzus: «è la macchia più grande», ha ricordato Napolitano parlando di partigiani uccisi da altri partigiani. «La Resistenza - ha affermato Napolitano - ha presentato ombre, eccessi ed aberrazioni che non abbiamo rimosso per dare forza alla verità più complessiva e più luminosa di quel periodo».

«È stato un omaggio dovuto alle vittime di una tremenda e terribile aberrazione che ha portato partigiani a commettere crimini nei confronti di altri partigiani». Così Giorgio Napolitano al termine delle cerimonia in cui ha scoperto una lapide in ricordo dell’eccidio della Brigata Osoppo a Porzus.

La mostra di Illegio. «Mi fa piacere che si canti lo stesso Inno dappertutto, in ogni luogo e in angolo d’Italia». È il saluto che Giorgio Napolitano ha rivolto al coro dei bambini delle scuole di Illegio, che ne hanno accolto l’arrivo con l’Inno di Mameli. Il Presidente della Repubblica, salutato da alcune centinaia di persone, oggi ha visitato nella piccola frazione del comune di Tolmezzo la mostra ’I bambini e il cielo - l’età divina dell’uomò, organizzata dal ’Comitato di san Florianò. «Siete bravissimi e voglio fare i complimenti a chi vi ha istruito. Avete ancora un bel pò di anni da studiare, speriamo in voi per l’Italia», ha aggiunto Napolitano ricevendo un dono dai bambini. E proprio i bambini sono il tema della mostra visitata da Napolitano: una visita che parte da lontano e trova le sue origini nel 2010, quando il Capo dello Stato visitò ’Il potere e la grazià a Roma.

«Il 29 gennaio 2010 c’era stata una bella occasione a Palazzo Venezia - ricorda don Alessio Geretti, che assieme a don Angelo Zanello è una delle due menti del comitato che anima le estati di Illeggio con mostre che hanno portato nel borgo montano Romano Prodi, all’epoca presidente della Commissione Ue, Gianni Letta e il cardinal Tarcisio Bertone - Al termine della visita a ’Il potere e la grazia" lo invitammo a vederne l’origine e a visitare Illegio e lui ci ha onorati con la sua presenza». L’esposizione, poi, «è un segno di omaggio al futuro da parte di un piccolo paese che con 360 abitanti vuole dare un messaggio di fiducia», ha commentato ancora don Alessio, che ha poi raccontato anche la «grande ammirazione» con cui il Capo dello Stato ha guardato la mostra. «Ha chiesto se qui arriva la ferrovia perchè portate treni di opere d’arte», ha detto il monsignore riportando la battuta di Napolitano che ha anche «apprezzato l’apertura europea» dell’esposizione, che mostra «come le montagne non hanno mai diviso e sono state luogo di incontro e non di contrapposizione». Diverse opere hanno attirato l’attenzione del Presidente della Repubblica, fra cui una Natività, un grande dipinto di Paolo Veronese e una Madonna di Defendente Ferrari, ma a suscitare il suo interesse è stata anche «la collaborazione dei privati e di tanti musei di tutto il mondo e di ogni livello».

Il Capo dello Stato, poi, ha detto ancora don Alessio, «ha incoraggiato i giovani a continuare», perchè «quando si mettono assieme e collaborano sanno aprire una strada di futuro per la comunità». Il comitato di San Floriano, infine, l’ha invitato nuovamente, «ricordandogli che non c’è due senza tre».

Gemona, la visita al duomo ricostruito. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato a Gemona, paese simbolo della ricostruzione dopo il sisma del 1976 che lo distrusse in buona parte. Il Capo dello Stato, accolto dalla folla, ha visitato brevemente il duomo della cittadina friulana che fu colpito duramente dal sisma di più di 30 anni fa. In particolare, Napolitano si è soffermato a vedere il campanile della chiesa, di cui dopo il terremoto rimaneva in piedi solo una metà ed ora ricostruito pietra su pietra. Il presidente riceverà a Gemona la cittadinanza onoraria per il ruolo compiuto dallo Stato per la ricostruzione e l’assistenza post sisma in Friuli.

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